Zitto e mosca

Zitto e mosca

di Cristiano Pellegrini

Oh Ivo...l'hai finito 'i concertino? Guarda che ti levo l'elettricità! E io suono la batteria...!!!

25
set
2012
Cogito, ergo legifero

In tempi di rewisionismo con la “w” verrebbe da rivedere anche l’antico locuzione di Cartesio «Cogito, ergo sum». Con quest’espressione Cartesio  arriva ad esprimere la certezza indiscussa che ha di sé stesso poiché essere pensante. Ora, se è vero che il filosofo francese arriva a questa conclusione convinto che la ricerca di un metodo dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, per scoprire tale metodo, Cartesio adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, mettendo in dubbio ogni affermazione, ritenendola almeno inizialmente falsa, arrivando a scoprire dei principi che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la conoscenza. Questo esercizio, seppur complesso, sarebbe quantomeno auspicabile per coloro (con la “w”) che dovrebbero legiferare ai nostri tempi e per i quali la locuzione «Cogito, ergo legifero» appare molto più semplice. Nei fatti, purtroppo, si continua a legiferare sull’onda emotiva. Lo avevo già scritto (leggi) ad agosto sulle decisioni della Regione Toscana di intervenire su tutela del patrimonio boschivo. Lo avevo sottolineato nuovamente allorché accadde il naufragio della Costa Concordia e subito ci affrettò a varare il decreto anti inchino. Oggi i Governatori delle Regioni italiane, dopo le prodezze de Er Batman & c. e le dimissioni di Renata Polverini vogliono subito marcare la differenza. E così è stata convocata un riunione con il Governo per rimodulare sprechi con un’ipotesi di costi standard. Per rimanere in tema di locuzioni: Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur.
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07
set
2012
Esercizio del potere e libertà di parola

Risale ai filosofi dell’antica Grecia la distinzione tra l’esercizio del potere e libertà di parola in cui chi parla decide di dire con franchezza ciò che realmente pensa. E’ la distinzione tra politeia e parresia. Socrate, Platone e Aristotele hanno posto sempre al centro del proprio pensiero e quindi della costituzione ateniese la parresia come valore imprescindibile per il cittadino. Uguale diritto di parola, uguale partecipazione dei cittadini all’esercizio del potere e libertà di esprimere la propria opinione nell’agorà, la piazza del mercato in cui in pubbliche assemblee ciascuno manifestava la propria opinione. Il meccanismo entra in crisi nel momento in cui la parresia arriva a modificare il concetto di democrazia. Se infatti tutti possono dire la loro e le opinioni hanno pari dignità l’accesso alla verità diventa più difficoltoso. E’ in quel momento che nasce il problema di stabilire chi ha il titolo per raccontare la verità avendo le capacità di separare il vero dal falso. Problema strettamente connesso alla titolarità del potere di chi governa e all’obbligo politico di chi obbedisce.
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28
ago
2012
Il Monte dei Paschi, la discontinuità e l’articolo 4 dello Statuto del Comune di Siena

Il re è nudo aveva scritto domenica scorsa la cronista de La Nazione Cecilia Marzotti riferendosi al sistema Siena che in pochi mesi è andato definitivamente e rapidamente in soffitta. Oggi, dopo la presentazione dei dati della semestrale di Banca MPS, le dichiarazioni di ieri sera del suo presidente Alessandro Profumo e la conferma che la “senesità" della banca non esiste più, c’è un interrogativo che insieme a molti altri merita una risposta. Cosa ne dobbiamo fare dell’articolo 4 dello Statuto del Comune di Siena? Tanto per rinfrescare la memoria ai più: “Il Monte dei Paschi di Siena è stato creato per voto della Magistratura e del popolo senese con rescritto Granducale del 30 Dicembre 1622 e legalmente costituito con strumento di fondazione del 2 Novembre 1624, onde avessero fecondo sviluppo, ordinamento e regola con privato e pubblico vantaggio per la città e Stato di Siena, le forme di attività creditizia svolte in aggiunta alle sovvenzioni su pegno del secondo Monte di Pietà di Siena, istituito il 14 Ottobre 1568 e poi riunito al Monte dei Paschi dalla sua fondazione”.
E ancora “In virtù dello storico e tradizionale rapporto tra la città e il Monte dei Paschi di Siena, il Comune di Siena è beneficiario di parte degli utili della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, nomina la metà dei membri della Deputazione Generale della Fondazione, scelte fra persone domiciliate in Siena e/o nella sua Provincia. La potestà di nomina è attribuita al Sindaco sulla base degli indirizzi definiti dal Consiglio Comunale.” Per finire con un bel “A tutela degli interessi della comunità senese, i Deputati nominati nella Fondazione del Monte dei Paschi di Siena dovranno attenersi alla mozione programmatica definita con apposito atto dal Consiglio comunale”. Ai cittadini di Siena e provincia occorre che qualcuno dia finalmente spiegazioni. Oppure, in alternativa, oltre alla revisione dello statuto della Fondazione MPS può iniziare la revisione anche di quello del Comune di Siena.
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24
ago
2012
Gli annunci ad effetto, i mal di pancia e i ripensamenti

Siena, Pisa e Firenze. La Toscana da dieci capoluoghi di provincia passa a tre. Almeno queste sarebbero le intenzioni della Regione Toscana. Ma l’annuncio del Governatore Rossi, lanciato dal palco della Festa del PD di Siena, non ha lasciato indifferenti. E come riporta oggi La Nazione in serata ha corretto subito il tiro con un sms inviato alla redazione fiorentina «Considero la discussione sui capoluoghi prematura e fuorviante». Chissà cosa ne pensano a Grosseto e Livorno?
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21
ago
2012
La gatta frettolosa fece i gattini ciechi

Non c’è peggior consigliera della fretta. Lo sanno anche i bambini. Possibile che questo semplice ma essenziale concetto sfugga da un po’ di mesi a questa parte a chi dovrebbe governare le sorti della nostra Toscana? E’ di oggi, infatti, l’ennesimo annuncio su facebook da parte del governatore Enrico Rossi di voler presentare una proposta di legge al Consiglio regionale che alzi il divieto di costruzione nelle aree boschive colpite da incendi. In linea teorica non ci sarebbe niente da eccepire. Ma siamo sicuri che si possa proseguire sulla strada delle leggi fatte sull’onda di un sentimento? O forse il legislatore, in questo caso la Regione Toscana, dovrebbe avere un quadro di riferimento più di dettaglio. Eppure il recente caso della Costa Concordia all’Isola del Giglio doveva pur insegnare qualcosa. Sull’onda emotiva, dal ministro Clini al presidente Rossi passando per tutte le associazioni ambientaliste c’è stata la corsa al provvedimento da prendere. Risultato: un decreto anti inchino che non ha minimamente risolto il problema.
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28
giu
2012
Il «nobile» fiorentino e la leadership del Partito Democratico di Siena

 «Lo strazio e 'l grande scempio che fece l'Arbia colorata in rosso, tal orazion fa far nel nostro tempio». La battaglia di Montaperti ne è l’esempio più ricorrente. Ma nel corso del tempo la storia di Siena e Firenze si è sempre intrecciata. Non fanno eccezione i nostri giorni. Del resto con i se e con i ma la storia non si è mai scritta e allora sottopongo alla vostra attenzione cari lettori questa curiosa notizia. Ai post…eri l’ardua sentenza.

«Il Pd di Siena sceglie un nobile di origini fiorentine, discendente dei Gucciardini, per guidare il partito. Niccolò Guicciardini, 28 anni, è diventato segretario provinciale. Fu Guicciardino Guicciardini, nel XIII secolo, a diffondere le prime notizie sulla famiglia degli Strozzi, una delle più importanti nella storia politica di Firenze. Una tradizione nobiliare che nei secoli ha intrecciato titoli e proprietà a vicende politiche. Della famiglia Guicciardini Strozzi rimangono oggi, nel senese, due rami: quello del principe Girolamo e quello del conte Roberto, nonno di Niccolò. Il primo, produttore di Vernaccia proprietario della Tenuta di Cusona a San Gimignano, amico personale di Tony Blair che era solito trascorrere le vacanze proprio nella tenuta del principe, ma anche di Denis Verdini; e' stato consigliere di amministrazione di Banca Mps. Figura di spicco del teatro italiano del Novecento, Roberto Guicciardini - un passato socialista - è, invece, regista fondatore della compagnia del Teatro della Rocca, che prende il nome dalla Rocca di Montestaffoli a San Gimignano di proprietà dello stesso Roberto Guicciardini fino alla metà degli anni '70 quando l'allora amministrazione comunale, a maggioranza Pci, non decise per l'esproprio. Al giovane Niccolò Guicciardini di San Gimignano toccherà risollevare le sorti del Pd senese messo alla prova da divisioni interne, tra ex Ds ed ex Margherita, che di recente hanno portato alle dimissioni del sindaco di Siena Franco Ceccuzzi».
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