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Siena, in campo primarie di partito, veti tra partiti e la “Piazza delle Idee”, metodo civico per scegliere priorità

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“Si sta facendo sempre più tardi” è il titolo di un romanzo, in forma epistolare, di Antonio Tabucchi, il grande scrittore pisano e portoghese di adozione, che a Siena trovò la cattedra per insegnare letteratura agli studenti universitari. E così potremmo prendere a prestito il bellissimo titolo per sintetizzare quel che politicamente accade (e non accade) in Città in vista delle prossime amministrative.

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Si sta facendo sempre più tardi per il Partito Democratico che solo ieri notte si è deciso a scegliere la via maestra delle primarie di partito per contendere al sindaco Bruno Valentini la candidatura, dopo che il gruppo dirigente del Pd le aveva pensate e tentate tutte per non farle. Entro mercoledì 28 marzo alle 17 dovranno presentarsi i candidati sfidanti, sostenuti dal 30% delle firme dei componenti dell’assemblea (corrispondente 37) o dal 15% delle firme degli iscritti al partito Democratico della città (circa 150 iscritti). Vedremo chi sarà della partita per confrontarsi contro Valentini che da tempo scaldava i motori.

Si sta facendo sempre più tardi per il candidato Luigi De Mossi il quale da quando ha fatto dichiarazione di voto per il centrodestra alla vigilia delle elezioni del 4 marzo non può certo autodefinirsi civico e non ha ancora incassato il sostegno pieno e definitivo della Lega mentre può vantare l’appoggio di Fratelli d’Italia e quasi sicuramente di Forza Italia, oltre ad un suo gruppo di fedelissimi. Cosa accadrà dopo che l’alleanza di centrodestra per le elezioni di presidenti di Camera e Senato è diventata a forte trazione leghista? Gli uomini di Matteo Salvini a Firenze accetteranno un candidato a Siena che sembrano mal digerire? Qui la partita pare ancora aperta e si gioca anche rispetto a quel che accadrà a Pisa nella scelta del candidato.

Si sta facendo tardi anche per il Movimento 5 Stelle che solo una settimana fa ha deciso di presentare il simbolo ed un proprio candidato, Luca Furiozzi. Dopo gli sconquassi determinati per la candidatura a Potenza di Salvatore Caiata e la scelta della candidatura a Siena di un “estraneo” per arrivare addirittura alla elezione di un deputato inviso a buona parte del gruppo dirigente cittadino, all’ultimo tuffo il Movimento ha scelto di essere della partita. Ma al di là di generiche affermazioni è mistero per adesso su uomini e idee per la Città.

C’è poi il frastagliato movimento civico che ad oggi esprime due candidature separate come Pierluigi Piccini e Massimo Sportelli, sostenuti da vari raggruppamenti e che annunciano di presentarsi in autonomia, il primo con una o forse due liste e il secondo con tre liste, frutto di altrettante associazioni. Proprio oggi “Nero su Bianco” ha presentato la sua, mentre “Sena Civitas” lo aveva fatto nelle settimane scorse. Mancano ancora all’appello gli uomini di Mauro Marzucchi e della sua “Siena Futura”.

Ma da oggi c’è una novità sul fronte civico ed è emersa dalla “Piazza delle Idee”, l’iniziativa lanciata da un gruppo di cittadini all’indomani delle Politiche e che ha riunito all’Istituto Bandini per sette ore (sette ore!) un centinaio di senesi per discutere di idee e priorità per Siena. Una sorta di convocazione spontanea che ha chiamato alla discussione quanti volevano dire la loro su Siena e sul suo futuro. Sono stati proposti dei temi di discussione e si è parlato di istruzione e formazione, di cultura, turismo, sostenibilità e di nuove opportunità di lavoro. Ne è emerso un documento finale che sarà distribuito ai partecipanti e che vuole essere un primo approccio, di metodo, per affrontare le sfide che attendono la città nei prossimi anni.

Ad oggi questo metodo appare il più efficace per assicurare quella partecipazione civica che tutti invocano, l’occasione per far uscire Siena dalla sua crisi che prima che economica e sociale è senza dubbio di carattere psicologico per tutto quel che è accaduto in questi anni. Non c’è di meglio che il confronto pubblico, in una “piazza” appunto dove ognuno vale uno e non rappresenta altri che se stesso, per definire soluzioni e strumenti per una ripartenza. Tutto questo può essere soprattutto a disposizione in chiave civica, assicurando a tutti di mettere insieme in modo omogeneo e senza primazie le tante anime della Città e, chissà, magari arrivare ad una proposta unica che possa contendere ai partiti la vittoria elettorale. Ma, come dicevamo all’inizio, si sta facendo sempre più tardi. Anche se ancora, in verità, tempo utile ce ne sarebbe. Basterebbe volerlo sfruttare bene.

Ah, s’io fosse fuoco