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Serracchiani e a capo. Troppe incertezze (e ambiguità) nelle politiche migratorie Pd

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«La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese».
Di questa dichiarazione della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia si parla ormai da giorni, giustamente, perché la frase è forte e segna senz’altro un cambio di passo e strategia politica dell’intero Pd, dal momento che nessuno, di quel partito, ha preso le distanze in modo fermo dalla presidente.

Fiora L’acqua non si spreca

Il Pd, lo sappiamo, è già entrato in quella che sarà ricordata la più lunga campagna elettorale di questa malandata Repubblica e ha capito bene che le elezioni, oggi, si vincono con i voti di quella che una volta era considerata “la destra” per cui è lì, in quell’universo di valori, di posizioni, di populismi, di falsi quanto stereotipati nazionalismi, che bisogna lavorare.

Ma che partito è diventato? Possibile che nessuno si sia sentito in dovere di dire qualcosa? Mettersi a fare concorrenza alla destra sul tema dell’immigrazione è quanto meno grottesco. Esilarante, poi, vedere che Forza nuova arruola la Serracchiani come testimonial pubblicando sui Social dei manifesti con la dichiarazione della Presidente.

Chi si è permesso di criticare questa posizione, che fino a smentita è anche la posizione del Pd dal momento che la Serracchiani non è una persona qualunque ma un leader di primo piano del partito, oltre ad essere Presidente di Regione, è stato tacciato di “buonismo”, di “falso moralismo” oppure di far direttamente parte della lobby – o della mafia – pro-immigrati.

Per come la mette la Presidente è come se noi stessimo facendo un favore ai richiedenti asilo, e siccome gli stiamo facendo un favore si devono comportare bene e rigare dritto. Ma le cose non stanno così: non gli stiamo facendo un favore, ma stiamo semplicemente rispettando il “diritto”, quello nazionale e quello internazionale, e stiamo rispettando le convenzioni che abbiamo firmato, a partire dalla Convenzione di Ginevra del 1951.
Questo certo non li autorizza a stuprare, a rubare, né a fare tante altre brutte cose, esattamente come tutti gli altri!

Giudicare la gravità di un reato a seconda della nazionalità o delle caratteristiche di chi lo commette è inaccettabile. Ma se lo fa un politico del Pd lo è ancora di più. E’ come se dovessimo prendere misure più severe contro qualcuno che commette un reato perché beneficia dei servizi sociali oppure se il mancato superamento di un esame universitario dovesse comportare conseguenze più severe a chi beneficia di una borsa di studio.  Questo è lo stato etico, non lo stato di diritto!

Certo, possiamo sempre decidere che a noi questa storia delle convenzioni internazionali non sta più bene, perché anche noi abbiamo i nostri problemi e non possiamo accollarci anche quelli degli altri: basta dirlo, ma per ora questi accordi sono per noi vincolanti e siamo obbligati ad accogliere anche se il sentimento popolare, quello inseguito oggi dal Pd, non la pensa così. Non c’è nessun buonismo da parte mia: sono anch’io convinto che sul tema dei richiedenti asilo si debba agire con maggiore incisività e che non possa essere sposata una logica da “porte aperte” ma dobbiamo fare attenzione a non confondere questioni solo apparentemente simili.

E allora diciamolo, lo dica il Partito a cui appartiene: “la Serracchiani ha sbagliato, ha detto una cosa che chi riveste quel ruolo in quel Partito non può dire… e non può neppure pensare!”. Altrimenti può chiedere asilo a Salvini o alla Meloni.