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Le abitudini “banali” dei turisti a Pasquetta

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Arriva Pasquetta – che in molte parti d’Italia è stata anche la prima giornata di vero sole primaverile – e milioni di italiani non trovano di meglio che intasare le strade della nostra penisola verso le mete più prevedibili: spiagge, città d’arte, musei nazionali (finalmente aperti) e parchi per la grigliata all’aperto.

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Una serie di scelte “banali”, consuete, tradizionali che fa disperare quanti provano a promuovere nuove opportunità di visita, ma in compenso fanno esultare gli assessori al turismo delle varie città e arrabbiare coloro che odiano il turismo di massa, perché «tutta questa gente sporca e consuma la città, ma lascia soltanto pochi euro per una bottiglietta di acqua ed un pezzo di pizza».

Ovvero il campionario dei luoghi comuni, senza nessun valore. E’ invece da valutare seriamente questo ripetersi di comportamenti ed abitudini – ogni anno sempre uguali – da parte dei turisti di casa nostra, ma anche provenienti dall’estero, che alla fine per Pasquetta finiscono per fare le cose più scontate e appunto “banali”. Dove le virgolette stanno a significare proprio il contrario: è inutile pensare a scenari turistici ideali, innovativi, magari anche sorprendenti, quando le scelte delle destinazioni rimangono invece prevedibili, nonostante tutti conoscano benissimo, non foss’altro per esperienza dell’anno precedente, i disagi a cui vanno incontro in termini di affollamento al mare o nelle città.

Insomma, i turisti con cui abbiamo a che fare sono questi, ed il punto non è condividere le loro scelte oppure apprezzare i loro comportamenti, ma saper dare risposte in termini di servizi e di accoglienza anche in giornate in cui una città, una spiaggia o un prato vengono presi d’assalto.

Allora mi sono deciso – un po’ di inglese lo conosco – e ho mandato una email a Cambridge Analytica: lasciate perdere la politica e pensateci voi – usando i profili individuali social ed i dati telematici sui nostri gusti, tendenze e preferenze per avviare campagne di comunicazione subdole che vadano finalmente a modificare queste abitudini “banali” dei nostri turisti, queste giornate di annunciato tutto esaurito. Nei limiti della legge, s’intende, però utilizzando informazioni guidate, qualche notizia un po’ falsa e un po’ vera, condizionando le nostre coscienze, affinché Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio non siano giorni sempre uguali a se stessi, anno dopo anno.

Forse è rimasto questo l’unico modo per rendere meno “banali” le nostre abitudini da turisti.