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Turismo e numeri, anche Pistoia inciampa sulle percentuali

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Nel turismo i miracoli non esistono. E neppure le botte di fortuna. Per portare i turisti e fare i numeri ci vuole competenza, tanto lavoro e spendere bene i soldi a disposizione.

Natale nel campo 2017

Per questo quando leggo di clamorose percentuali di aumento in arrivi e presenze, mi scatta subito il riflesso pavloviano della diffidenza. Se poi leggo, come mi è capitato recentemente con i dati di Pistoia, che i cinesi sono aumentati nel primo trimestre 2017 del 192,6%, allora capisco subito cosa è successo e la diffidenza si trasforma direttamente in ilarità ed in una risata. Ripensando subito al famoso “strillo”, che non ho mai voluto indagare se reale (come dicono) o leggendario, “Raddoppiati i turisti francesi a Casciana Terme!”, assolutamente corretto in termini di percentuale, salvo poi scoprire che il +100% significava che i transalpini erano passati da 1 a 2.

Così come non è male dichiarare che «gli spagnoli restano a Pistoia mediamente 13 giorni»: un dato di tendenza di cui non si può fare a meno, ma che presumo riguardi forse una coppia spagnola che si è fatta una vacanza lunga in Toscana. E chiamarli “gli spagnoli” non mi sembra abbia un senso, né statistico, né politico. Mi domando sempre: ma lo fanno scientemente oppure non c’è nessuno che rilegge le bozze dei comunicati prima di premere il tasto “invio”? Mah…

Le percentuali ingannano, soprattutto quando sono a due, o peggio, a tre cifre e quando vengono sbandierate come un successo clamoroso, sapendo benissimo che non è stato fatto il lavoro necessario per ottenerlo. Servono solo ad un sindaco o ad un assessore che vogliono coprire con i numeri il loro disinteresse verso il turismo. E mi chiedo perché anche Pistoia, che nel 2017 è stata proclamata Capitale italiana della cultura, deve inciampare in questo tranello e fare una brutta figura, quando invece potrebbe più semplicemente lavorare e aspettare fine anno per fare un bilancio più serio e documentato.

Certo, capisco la tentazione di strillare, appunto, + 19,1% rispetto al primo trimestre 2016, che mi fido assolutamente sia vero e reale, ma al quale corrispondono numeri effettivi da bassissima stagione, quest’anno peraltro anche senza Pasqua, che è arrivata ad aprile. Ed infatti i numeri assoluti, peraltro correttamente dichiarati, cosa dicono: 11.710 arrivi in tre mesi. Ovvero, dividendo questo totale per 90 giorni, la cifra di 130 turisti al giorno…

Eh! La Peppa! Si diceva una volta.