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Work in progress. Moschea a Firenze, l’imam: «Lavoriamo con fatica, manca il coraggio». E a Sesto scoppia la polemica

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Per la realizzazione di una moschea a Firenze, «stiamo lavorando con grande fatica: nel nostro Paese è così, si esce da una campagna elettorale e si entra in un’altra. Come tema la moschea è un conflitto falso: non c”è il coraggio politico di affrontare le questioni». Così il presidente dell’Ucoii e imam di Firenze Izzedin Elzir, rispondendo, durante un dibattito a un partecipante che gli ha rivolto una domanda sull’argomento della possibile costruzione di una moschea nel capoluogo toscano. Su questo, ha voluto sottolineare che «c’è un dialogo con l’ amministrazione ed è positivo, ma purtroppo ancora non è arrivato a dare una risposta, non dico alla comunità islamica, ma all’intera città sul tema. E la risposta spero che ci sarà, anche se non credo che sarà molto veloce». Izzedin ha poi ricordato il caso della vittoria del candidato di centrodestra Roberto Di Stefano, lo scorso anno, a Sesto San Giovanni in Lombardia. «Là l”attuale sindaco ha vinto le elezioni perchè era ‘’antimoschea’; pur senza avere un programma elettorale, era contro la moschea, e così ha vinto».

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Polemica Toccafondi-Donzelli Nel frattempo in tema di moschea ‘scoppia’ la polemica fra il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi ed il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, in un territorio dove il ‘sì’ alla moschea è già arrivato. «Da oggi a Sesto Fiorentino sembra partita la campagna elettorale e sarà molto confusionaria. Che c’entra la preghiera con ‘prima gli italiani’?». Lo ha scritto sul suo profilo facebook Toccafondi esponente di Civica Popolare e sottosegretario al Miur, riferendosi ai grandi manifesti di Fratelli d’Italia comparsi nel comune dell’hinterland di Firenze dove sorgerà una moschea su un terreno venduto dalla diocesi di Firenze. «Non dobbiamo aver paura di chi prega, dobbiamo aver paura dell’integralismo, di chi è ideologico. Questo abbiamo sempre detto, così come abbiamo sempre detto sì ai luoghi di culto», ha aggiunto Toccafondi che ha sottolineato, casomai, che deve essere usato l’italiano e bisogna sapere da dove provengano i fondi, oltre a «chiedere reciprocità» di culto. A lui ha replicato in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli: «Non ci stupisce che l’ex capo fiorentino del centrodestra e ora neo-renziano Gabriele Toccafondi sia diventato, proprio nei giorni in cui si decidono i seggi, a favore dell”islamizzazione dell’Italia e si offenda a leggere la scritta ‘prima gli italiani’. Lui è libero di cambiare idea, saranno i cittadini a giudicare, noi restiamo però sempre dalla stessa parte: quella degli italiani, della difesa della nostra cultura e della tutela della nostra sicurezza. In perfetto stile Pd, di cui è diventato amico, Toccafondi si preoccupa degli interessi di tutti meno che dei cittadini sestesi».