Siamo onesti! Bettino Ricasoli, il barone che volle l'unità d'Italia
30/03/2010 ::
Bettino Ricasoli (1809-1880) è stato un personaggio centrale nella storia del Risorgimento italiano, ma non solo questo. Gonfaloniere di Firenze negli anni del Granducato, dittatore di Toscana nel 1859-1860, Presidente del Consiglio dell’Italia unita nel 1861 e nel 1866, fu anche fondatore del quotidiano La Nazione, sperimentatore in agricoltura, “padre” del primo disciplinare del vino Chianti. In ogni capitolo è raccontato, tramite la viva voce dello stesso barone, un lato della sua vita: l’uomo e la famiglia, l’agricoltore e l’innovatore, il religioso ma anche il mangiapreti, l’uomo di Stato e l’impolitico. Un ultimo capitolo racconta sotto forma di dialogo i rapporti che egli ebbe con altri protagonisti del Risorgimento italiano: Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini. Molte sono le sorprese e le curiosità storiche. Ma il libro getta nuova luce soprattutto sul Bettino “privato”, sull’uomo che mal sopportava la livrea imposta dalla corte sabauda, o che si rinchiudeva nel castello di Brolio per condurre con i familiari una vita scandita da regole e orari monastici. Michele Taddei ci fa entrare nel personaggio e scalfire quell’arcigna armatura caratteriale che lo portò a essere ricordato come il Barone di Ferro, per quel suo carattere per nulla malleabile e ancor meno incline ai compromessi.
Siamo onesti!Bettino Ricasoli, il barone che volle l'unità d'Italia Michele Taddei prefazione di Francesco Ricasoli Mauro Pagliai editore collana Storie del mondo 192 pp. € 14.00 I edizione aprile 2010