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«Consob risarcisca i risparmiatori». Banca Etruria, l’Associazione vittime del Salva Banche va all’attacco

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(ARCHIVIO) Un momento della manifestazione di piccoli azionisti e obbligazionisti dei quattro istituti di credito interessati dal cosiddetto decreto "Salva-banche" in piazza Montecitorio a Roma, in una immagine del 06 dicembre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

«Come Associazione, promuoveremo una causa risarcitoria contro Consob, e la società di revisione di Banca Etruria, alla quale potranno aderire i risparmiatori che detenevano titoli di Banca Etruria». A dirlo in una nota è Letizia Giorgianni, presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche dopo la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che ha annullato le multe inviate dalla Consob ad alcuni ex amministratori di Banca Etruria, in quanto frutto di un procedimento sanzionatorio avviato oltre i termini di legge.

Il legale Vescovini: «Consob non può ritenersi priva di responsabilità» «La Corte d’Appello di Firenze – sostiene nella nota il consulente legale dell’Associazione, avv. Letizia Vescovini – riconosce nella sentenza con cui sono state annullate alcune sanzioni agli amministratori, che Consob fosse venuta a sapere da Banca d’Italia il 6 dicembre 2013 che Banca Etruria era sull’orlo del commissariamento, salvo si fondesse con una banca più grande. Il prospetto pubblicato in occasione dell’aumento di capitale del 2013, non dava contezza di ciò e quindi sarebbe falso e fuorviante, come in effetti Consob ha contestato 3 anni dopo, a ottobre del 2016. Perché quindi Consob non ha avviato da subito l’indagine, bloccando l’aumento di capitale ed evitando così a tanti azionisti di gettare i loro risparmi in una banca ormai decotta che mai avrebbe restituito quanto investito? In quel momento vennero emessi anche prestiti obbligazionari convertibili e obbligazioni subordinate. È noto che sia gli azionisti sia gli obbligazionisti abbiano perso con la risoluzione di banca Etruria i loro risparmi e ritengo che Consob non possa ritenersi priva di responsabilità e debba risarcire chi ha investito facendo legittimo affidamento su tali prospetti e sull’efficienza dei controlli».