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Uniti nelle differenze. Dalai Lama «Possibile vivere in armonia e pace nel mondo»

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«Esistono nel mondo tante religioni diverse, portatrici di filosofie diverse ma questa diversità è fondamentale, questo non è il problema. Questa situazione ci deve responsabilizzare tutti. E’ possibile vivere in armonia e in pace nel mondo? Io vi dico di sì. Ad esempio in India, da più di mille anni, tutte le religioni e le culture convivono pacificamente da secoli. E’ terribile vedere le religioni che predicano il conflitto». E’ Tenzin Gyatzo, il XIV Dalai Lama, il protagonista odierno della giornata inaugurale della terza edizione del ‘Festival delle Religioni,’ ideato da Francesca Campana Comparini, ed in corso di svolgimento al ‘Nelson Mandela forum’ di Firenze davanti a seimila persone.

«Al mondo siamo un’unica comunità di 7 miliardi – ha aggiunto il Dalai Lama – e dobbiamo convivere insieme e sviluppare l’amore universale, la pace universale, il perdono universale. Nella mia vita sono stato testimone di tante cose, tanti conflitti. In questo momento in cui siamo qui, ci sono fratelli e sorelle, bambini che stanno morendo per ragioni che noi stessi abbiamo creato. È venuto il momento di fermare queste sofferenze. Il rimedio è metterci in relazione gli uni con gli altri perché sono più le cose che ci accomunano, in particolare il fatto che siamo esseri umani, siamo tutti uguali».

Il Dalai, testimone dal Tibet dei conflitti fra il mondo buddista e quello cinese, ha poi parlato di uno dei temi centrali della nostra contemporaneità. «È una cosa terribile che le religioni siano fonte di conflitto – ha evidenziato la guida spirituale del buddismo -. Questo avviene perché non c’è comprensione dell’altro. Io dovunque vada dico: noi siamo tutti uguali e così abbiamo tutti diritto a vivere una vita felice. L’armonia è dentro di noi, appena nasciamo, quando siamo piccoli non facciamo distinzioni di religioni, di razza. Rispondiamo positivamente ai gesti di amore e di affetto. Poi, nel corso della vita poniamo troppa enfasi sulle differenze secondarie e non guardiamo abbastanza al fatto che siamo tutti esseri umani. Questo prospettiva provoca irritazione che poi sfocia nella violenza. Ovunque vado promuovo questo concetto: siamo tutti uguali, siamo esseri umani».

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, prima dell’inizio dei lavori ha consegnato a Sua Santità il Dalai Lama, il ‘Sigillo della pace’, moneta del vecchio conio fiorentino, donata al portatore spirituale del buddismo, proprio per il suo impegno in favore della pace. «Ho il piacere a nome della comunità fiorentina di consegnarle questa storica onorificenza adottata dal XV secolo – ha detto Nardella – come simbolo di pace e di libertà perché non c’è libertà senza pace. Siamo grati per la sua testimonianza di guida religiosa e spirituale. E’ un onore per me consegnarle questo Sigillo della pace perché sia un simbolo della grande gratitudine che abbiamo per lei e la sua comunità».

Il Festival delle Religioni proseguirà venerdì 22 e sabato 23 con il seguente programma:

foto di Emiliano Cribari

Venerdì 22 settembre
Il primo incontro (ore 15.00, Gabinetto Viesseux / Sala Ferri) cercherà di concentrarsi sull’interrogativo “Chi sono”: i relatori saranno gli storici dell’arte Vittorio Sgarbi Sergio Risaliti, accompagnati dal filosofo Sergio Givone. Un’occasione quindi per affrontare il tema del festival partendo dalle radici culturali e dal patrimonio culturale del nostro paese.

Il secondo incontro si svolgerà alle ore 16.30 presso la Moschea di Firenze: a partire dall’affermazione “Io sono”, moderati dal direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini, dialogheranno la professoressa Francesca Maria Corrao (Professore Ordinario di Lingua e Cultura Araba presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma), Don Alfredo Jacopozzi (sacerdote e docente presso la facoltà Teologica dell’Italia centrale), Daniela Misul (Comunità ebraica di Firenze) e Mohamed Bamoshmoosh (Comunità Islamica di Firenze).

Alle 17.30, sempre presso il Gabinetto Viesseux / Sala Ferri, si incontreranno invece Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato, e il professor Piergiorgio Odifreddi: uno “scontro” sui temi della contemplazione e sulla ragione, una riflessione a più voci – moderata da Andrea Simoncini, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Firenze – alla ricerca di un im-possibile incontro tra scienza e fede.

Sabato 23 settembre
L’ultimo giorno del Festival si apre al Cenacolo di Santa Croce, alle ore 11.00 con: “Religioni: occasione o ostacolo all’integrazione”, questo il titolo dell’incontro condotto da Lilli Gruber, che vedrà la presenza del Ministro degli Interni Marco Minniti e del Dott. Pietro Bartolo, medico fortemente impegnato a Lampedusa e sostenitore dell’accoglienza dei migranti.

Sempre presso il Cenacolo di Santa Croce, alle ore 15.00 la giornata prosegue con l’incontro “Fino a quando siamo?”: un appuntamento dedicato ai temi dell’etica, della nascita e del fine vita, che vedrà in dialogo Beppino Englaro, Padre Guidalberto Bormolini e Gian Paolo Donzelli, Professore ordinario presso il Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino – Unifi. L’incontro sarà condotto da Annalisa Chirico, saggista e giornalista de Il Foglio.

L’ultimo appuntamento del Festival si terrà alle 16.30 alla Basilica di Santa Croce – Sala Maddalena, e affronterà lo scottante tema del rapporto tra guerra e religioni: i relatori – moderati dall’inviato speciale de Il Sole 24 Ore, Alberto Negri – saranno Ernesto Galli della Loggia (storico, editorialista del Corriere della Sera) e il professor Micheal Maffesoli (sociologo francese, docente presso la Sorbona di Parigi).

foto di Emiliano Cribari