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Fiorentina è sempre fattore X. Cambio di allenatore nei viola ma con il Bologna è ancora pareggio

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E’ cambiato l’allenatore, il modulo tattico ed anche il modo di giocare ma alla Fiorentina quello che non si è modificato è il risultato. Contro il Bologna i viola hanno centrato il loro sedicesimo pareggio stagionale confermando quel mediocre decimo posto in classifica che certifica come le chance di arrivare a qualificarsi per le prossime coppe europee tramite campionato sia impossibile e quindi l’unica speranza rimane la gara di semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta che i viola giocheranno fra dieci giorni. Nel frattempo nel derby dell’Appennino, gara di debutto della ‘seconda vita’ sulla panchina gigliata di Vincenzo Montella, è arrivato uno scialbo zero a zero, frutto degli errori sotto porta di Giovanni Simeone e Muriel, per il colombiano anche un palo, del primo tempo da esterno di centrocampo di Federico Chiesa, avulso dal gioco, e delle parate di Lafont, entrambe su Orsolini, che hanno evitato la beffa della seconda sconfitta casalinga consecutiva.

La contestazione dei tifosi Nel giorno della contestazione dei supporter viola della curva ‘Fiesole’ verso la proprietà rappresentata dalla famiglia Della Valle, che ha visto per larghi tratti il settore del tifo ‘caldo’ del ‘Franchi’ vuoto, l’hanno fatta da padrone la noia, la pioggia ed i consueti rammarichi per una squadra che ancora una volta si è dimostrata incompleta e con gioco fatto di tanti errori ed approssimazione. «Ringrazio il pubblico che mi ha applaudito e sostenuto la squadra-ha sottolineato a fine partita Vincenzo Montella-. Quest’ultima mi ha dimostrato che aveva voglia e che voleva provare a vincere. Numeri alla mano sia stati piu’ pericolosi, ci è mancato il guizzo e la fortuna, penso al palo e all’occasione fallita da Muriel. Mi è piaciuto lo spirito, c’è da lavorare, per me è tutto nuovo anche se non sono nuovo in questo ambiente».

Il tecnico Montella: «Non c’è ottimismoma sta a noi trovare il rimedio» Poi il tecnico viola è andato in profondità su alcune scelte tecniche. “Chiesa per me nasce esterno e si esprime al meglio in quella zona del campo. Abbiamo calciatori simili ad un regista a centrocampo, Veretout si è adattato, ci mancano elementi puri in quella zona del campo. Per una squadra che ha preso gol per otto gare consecutivi c’è da essere soddisfatti da questo punto di vista. Mi sono preso un rischio giocando con due punte, piu’ Chiesa e Gerson che è un giocatore offensivo. L’ambiente? Non c’è ottimismo in giro, si respira ma ho detto anche nei giorni scorsi che quando sono arrivato dopo la salvezza della Fiorentina, trovai un ambiente peggiore ed una carenza di giocatori che oggi non c’è. C’è un po’ di delusione ma stara’ a noi e alla nostra coesione, poi con tutte le componenti, a far ì di trovare il rimedio giusto per fare calcio».