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Fusioni Comuni. L’appello del sindaco Buselli: «Necessario il rafforzamento delle istituzioni locali e non il loro smantellamento»

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I sindaci in corteo, 21 novembre 2012, in piazza Santa Maria delle Grazie a Milano in occasione della manifestazione dell'Anci contro il patto di stabilità. ANSA / MATTEO BAZZI

«In una fase storica come quella che stiamo vivendo caratterizzata dal progressivo allontanamento dei cittadini dai luoghi decisionali, dall’irruzione dei poteri economico-finanziari nei processi di governo, dal diffondersi di sentimenti diffusi di antipolitica che alimentano i populismi, è necessario un rafforzamento del ruolo dei Comuni, cioè l’esatto contrario del loro smantellamento». A sottolinearlo, in vista dei referendum delle fusioni del prossimo 11 e 12 novembre in Toscana, Marco Buselli, sindaco di Volterra e tra i fondatori di Orgoglio Comune il movimento che dal 2016 ha interessato 5700 primi cittadini italiani sensibilizzandoli sul tema delle fusioni.

Il sindaco di Volterra Marco Buselli
Antica Querciolaia Marzo-Aprile 2018

Buselli: «No alle fusioni imposte dall’alto» «Da Volterra – prosegue Buselli – è nato un movimento che è oggettivamente di popolo e chiede dignità e rispetto per una terra, l’Italia, che è fatta essenzialmente di popolo e di Comuni. Il mio appello, in vista del voto in dieci Comuni toscani è che i cittadini votino convinti per il no alle richieste di fusioni imposte dall’alto, riaffermando così la centralità dell’istituzione comunale quale luogo identitario di una comunità. Purtroppo il modo in cui oggi molta parte della classe politica italiana affronta il tema delle fusioni dei Comuni, proponendone in alcuni casi l’obbligatorietà per legge, in altri promuovendo processi che ne sanciscono l’obbligatorietà di fatto, segna un insostenibile attacco alle autonomie locali e all’esistenza stessa dei piccoli Comuni. Le politiche di valorizzazione e coordinamento di territori e Comunità devono essere perseguite con convinzione e determinazione, attraverso l’uso delle funzioni associate, da esercitare attraverso le Unioni e Convenzioni. Queste ultime, Unioni e Convenzioni, vanno considerate un modello istituzionale stabile – non qualcosa di propedeutico alla fusione – in grado di assicurare servizi efficienti con minori costi».