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Giustizia per Niccolò. Ucciso in Spagna, il papà: «Cattiveria e delinquenza assurde». Striscione in Consiglio regionale

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«Sento il bisogno di avere giustizia perchè la devo avere, non ho altro. Ho mia figlia Sara che giustamente ha 18 anni, ed ha ancora una vita davanti ma un ragazzo di 22 anni, con tutto quello che aveva in prospettiva, che voleva vivere con la sua Ilaria, che lo debba andare a trovare mattina e sera a Sant’Antonio, perchè cimitero non lo voglio chiamare, è assurdo». Così Luigi Ciatti, padre di Niccolo’, rimasto ucciso per i colpi ricevuti a seguito di un’aggressione subita all’esterno di una discoteca di Lloret de Mar (Spagna) lo scorso 12 agosto. Luigi Ciatti questa mattina è stato ricevuto a Palazzo del Pegaso a Firenze dai membri dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana.

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Luigi Ciatti: «Io che dovevo comprargli la casa, sono andato a scegliergli la tomba» «Ringrazio il presidente e tutto il consiglio regionale – ha aggiunto Luigi Ciatti – Sento il bisogno di questo supporto perchè noi ci siamo trovati catapultati in questa storia assurda dal 12 agosto scorso, quando alla mattina ci hanno telefonato, siamo partiti per Girona e ci è crollato il mondo addosso. Io pensavo a mio figlio, mi preoccupavo per il suo lavoro, si voleva comprare la casa. Mi aveva detto:”Andiamo a vedere questa, andiamo a vedere quello”, ed io gli avevo detto:”Va bene Niccolo’, tanto abbiamo tempo, valutiamo un attimo, abbiamo tempo”. Risparmiava i suoi soldi perchè voleva costruirsi qualcosa. Sono andato a vederlo e ritrovarsi un figlio di ventidue anni con tutta questa voglia di vivere, attaccato alle macchine, penso sia devastante. Ed è stato devastante: io che dovevo comprargli la casa, sono andato a scegliergli la tomba. E penso che per un padre, ed anche mia moglie, non sia accettabile. Io non posso accettare che possano esistere queste persone, che possano avere una cattiveria ed una delinquenza così assurda. In discoteca si va per divertirsi, per ballare, come facevano lui ed i suoi amici, come fanno tutti. Perchè questi vanno nelle discoteche solo per cercare le botte. Non so che soddisfazione possano aver trovato».

Giani: «Chiediamo giustizia» «Queste sono cose gravissime – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – Le autorità e i giudici spagnoli sappiano che tutta la Toscana, direi tutta Italia, in questi momenti sono verso di loro vigili e attenti, perché questa è una cosa che nel mondo civile non ci possiamo permettere, che non ci sia giustizia per una cosa così palese, evidente, drammatica. Anche queste cose che sappiamo, che dieci minuti dopo lì si ballava è una cosa gravissima che getta vergogna su chi lì si comportava in questo modo. Però, sappiamo quello che è e ora quello che a noi interessa è essere vicini alla famiglia Ciatti, perché giustizia sia fatta. Questo è lo spirito dello striscione che starà sempre qui davanti». Da questa mattina, infatti, all’esterno di Palazzo del Pegaso  campeggia uno striscione con la scritta “Giustizia per Niccolò Ciatti”. «Lo striscione rappresenta la volontà di tutti i toscani e lo terremo affisso finchè riterremo opportuno, come testimonianza e presidio per far vedere come la pensano tutti gli abitanti della Toscana -ha aggiunto Giani- Chiediamo giustizia perché crediamo che la vicenda che ha colpito la famiglia Ciatti può coinvolgere ciascuno dei nostri ragazzi».