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E’ Palio. Presentato il Drappellone di Sinta Tantra, timidi applausi per un Cencio che non entusiasma

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Un timido applauso e qualche fischio hanno accolto il Drappellone del Palio di Siena del 16 agosto dedicato alla Madonna dell’Assunta realizzato dall’artista anglo-americana di origini balinesi Sinta Tantra. Un drappellone che coniuga l’impronta globale e pop dell’artista, con il richiamo allo stile formale e neoellenico di Giovanni Duprè, cui è dedicata la parte allegorica del dipinto nel bicentenario della sua nascita.

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È tramite l’immagine della “Saffo abbandonata”, opera marmorea del 1857 oggi esposta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che l’artista ha deciso di rievocare la memoria dello scultore senese: l’immagine della statua della poetessa greca è collocata tra due ordini di colonne che producono un effetto ottico di allungamento delle dimensioni della seta. Tra la sua figura seminuda pagana e quella spirituale della Madonna Assunta in cielo, in onore della quale si corre il Palio del 16 agosto, si vede un arco dove campeggiano i barberi delle Contrade. Saffo è in primo piano rispetto allo sfondo che tratteggia un angolo della città in cui si svela una piccola Chiesa, una qualsiasi tra quelle di Contrada. Il colore assume un ruolo preponderante nell’opera attraverso diffusi grafismi e dense astrazioni cromatiche semiellittiche, mentre, oro su sfondo blu scuro, l’artista ha impresso sulla seta la data e il termine “Palio” con gli stessi caratteri del Manifesto del Palio realizzato da Dario Neri nel 1928.

Il ricordo di Mauro Barni Nel suo discorso di introduzione il sindaco di Siena Bruno Valentini ha voluto ricordare un celebre personaggio della storia di Siena recentemente scomparso: Mauro Barni: “un grande senese, gentile di modi e raffinato di spirito, intellettuale e politico di altissimo profilo, contradaiolo appassionato, cittadino innamorato della sua città” ha detto il sindaco che poi ha concluso: “La sua passione civica e la sua condotta morale siano di esempio per tutti noi. Siena gli deve molto”.