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Pessimo finale. Fiorentina sconfitta dal Milan, chiude il campionato all’ottavo posto

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Sarà ricordato come l’annus horribilis, non solo per un deludente ottavo posto finale, che fa si che la Fiorentina per il secondo anno di fila non si qualifichi per le coppe europee, ma soprattutto per la tragedia del 4 marzo scorso che ha visto la repentina scomparsa del capitano gigliato Davide Astori  che inevitabilmente ha segnato umori e prospettive tecniche della rosa affidata a Stefano Pioli.

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Il tecnico Pioli: «Mio giudizio su stagione è positivo» Davanti ad un Milan poco piu’ che sufficiente, ed ad uno spettatore d’eccezione sugli spalti, l’azionista di maggioranza Diego Della Valle, i gigliati privi di Milan Badelj, che difficilmente rinnovera’ il proprio contratto con il club gigliato, Lo Faso e Laurini, infortunati e Veretout squalificato, sono andati inizialmente in vantaggio con Giovanni Simeone, ma una volta vistesi pareggiare da una punizione di Calhanoglu, con la grave complicità di Sportiello, hanno visto uscire dal campo per k.o. fisico anche Vitor Hugo, e la scelta di Maxi Olivera come centrale non ha pagato. Fra fine primo tempo ed inizio ripresa i viola hanno subito una doppietta da Cutrone, ed il poker di Kalinic, l’ex al veleno. L’ultima mezz’ora di partita è servita solo a certificare il sesto posto del Milan, che ha fatto il quinto gol con Bonaventura, e per capire, semmai ce ne fosse bisogno, che il lavoro che dovrà fare sul mercato estivo da parte del d.g. dell’area tecnica gigliato Corvino è tutt’altro che semplice. Troppi i giocatori che hanno totalmente deluso, con un’incognita gigantesca sul possibile riscatto del portiere Sportiello, oltre che la necessità di rinforzare ogni reparto per rendere la squadra di Firenze dignitosa per ambizioni europee. «Abbiamo incontrato un avversario più forte di noi oggi ed il dispiacere è aver subito il gol del pareggio subito dopo essere passati in vantaggio -ha raccontato il tecnico Pioli.- Questa sconfitta non cambia il mio giudizio sulla mia stagione che è positiva dal punto di vista del lavoro perché credo che abbiamo rispettato quelle che erano le aspettative di questa annata. Volevamo costruire qualcosa, gettare una base con una squadra solida, mettere  in condizioni i giocatori di crescere e di migliorare, e credo che ci siamo riusciti, ed il fatto che fino a due giornate dalla fine del campionato siamo stati ancora in lotta per andare in Europa significa che abbiamo fatto un buon lavoro. Ce n’è pero’ ancora tanto da fare e questa è la cosa piu’ importante. Il mio gruppo ha dato il massimo ogni giorno, questo mi rende orgoglioso dei miei giocatori perché è stato fatto tutto con grande impegno, dignita’ e serietà».