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CARRARA – Ignoti hanno imbrattato nella notte tra domenica e lunedì la statua dedicata a Ernesto Che Guevara, situata sulla scalinata del Baluardo.

L’opera dello scultore argentino Jorge Romeo è stata deturpata con vernice rossa e nera, su cui spiccano scritte come «asesino» e «patria y vida», l’inno di protesta cubano simbolo del dissenso contro il regime castrista.

«Un gesto che merita di essere condannato e stigmatizzato con forza – ha dichiarato la sindaca di Carrara Serena Arrighi –, sia perché va a deturpare un monumento che fa parte del patrimonio cittadino, sia per quello che quella statua rappresenta: un simbolo di libertà, altruismo, uguaglianza e giustizia sociale, soprattutto in un mondo in cui la prevaricazione sul più debole è tornata al centro della politica mondiale».

«Questi atti – ha aggiunto Arrighi – non cancellano il messaggio che quella statua incarna, e di certo non ci dissuaderanno dal continuare a riaffermare con orgoglio da che parte stiamo: quella di chi vuole un mondo giusto, equo e di pace».

Inaugurata il 31 gennaio 2025, la statua è la prima in Italia dedicata al rivoluzionario argentino. Alta 2,15 metri e scolpita in marmo bianco di Carrara, con un ritratto metallico di Che Guevara nella parte superiore, ha suscitato polemiche fin dal giorno dell’inaugurazione, soprattutto da ambienti di centrodestra che l’hanno definita «esaltazione di un regime totalitario» e «insulto alle vittime del comunismo». Prima di quella toscana, in Europa esisteva solo un’altra opera simile, a Oviedo in Spagna.

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