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SIENA – Un anno fa, il 20 gennaio 2025, Donald Trump si è insediato per la seconda volta alla Casa Bianca.

Sembra passato molto più tempo da quel giorno, perché Trump ha occupato la ribalta mediatica globale in ogni modo: dalle minacce sui dazi alla Cina e all’Europa, al blitz in Venezuela, dalle roboanti promesse di risolvere ogni crisi mondiale alle mire sulla Groenlandia. Il grande spazio sui social ad ogni uscita di Trump ha contribuito alla diffusione delle sue imprese.

D’altronde, il legame del presidente degli Stati Uniti, che ha pure un suo social – Truth – con le Big Tech americane è forte. Una rappresentazione di questa alleanza di reciproche convenienze la si ebbe proprio in occasione dell’insediamento di un anno fa: i signori della Rete e dell’intelligenza artificiale erano tutti presenti.

In prima fila c’era Elon Musk, non solo come spettatore, ma come futuro membro (per pochi mesi) dell’Amministrazione Trump e come grande finanziatore della campagna elettorale, con 45 milioni di dollari elargiti ogni mese. Ne ho scritto nel libro “Il potere delle macchine sapienti – Intelligenza artificiale, informazione, democrazia” (primamedia editore).

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