BRUXELLES – Familiari, amici e istituzioni rinnovano l’appello per giustizia nel caso di Niccolò Ciatti, il giovane di Scandicci ucciso in Spagna nel 2017.
Al centro dell’evento, la presentazione al Parlamento europeo del libro Giustizia x Niccolò Ciatti (Ab edizioni), scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci. Presenti gli eurodeputati Dario Nardella (Pd) e Francesco Torselli (FdI), genitori e amici del ragazzo, e la consigliera comunale di Scandicci Filomena Ausilio.
Pubblicato nel 2025, il volume ha già fatto tappa alla Camera dei deputati, al Consiglio regionale della Toscana e al Salone del Libro di Torino.
Il libro ricostruisce la tragica vicenda di Niccolò, 22enne originario di Scandicci (Firenze), assassinato nella notte dell’11 agosto 2017 a Lloret de Mar. L’opera amplia lo sguardo sui diritti delle vittime, le responsabilità istituzionali e la necessità di una cooperazione giudiziaria europea più efficace.
Dario Nardella, ex sindaco di Firenze e oggi eurodeputato, ha raccontato il suo impegno fin dai primi momenti. «Ho seguito fin dall’inizio la dolorosa vicenda dell’uccisione di Niccolò Ciatti, cercando anzitutto di stare accanto alla sua splendida famiglia. Da sindaco sono stato testimone delle peripezie giudiziarie che hanno afflitto familiari e amici di Niccolò. Ricordo il viaggio a Barcellona per incontrare i magistrati spagnoli e le innumerevoli iniziative sostenute dal Comune di Firenze e dalla Città Metropolitana, insieme alla comunità di Scandicci», ha premesso l’ex sindaco.
Da qui la spiegazione dell’iniziativa: «Abbiamo portato a Bruxelles la storia di Niccolò per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica europee, e non ci fermeremo fino a quando il corso della giustizia non sarà completato. Per questo ringrazio Fabrizio Morviducci per aver scritto questo libro, che ci permette di continuare a batterci, tutti insieme, per Niccolò e la sua famiglia».
Francesco Torselli ha aggiunto un richiamo alla tenacia della famiglia: «Niccolò è stato ucciso nella notte dell’11 agosto 2017. In questi otto anni di processi, a cavallo tra Spagna e Italia, la giustizia sostanziale è diventata un concetto sempre più relativo». E ancora: «Sui muri di Firenze e di Scandicci resistono ancora gli striscioni “Giustizia per Niccolò Ciatti” e “Non dimenticatemi”, affissi dagli amici. Eppure oggi abbiamo un assassino conclamato, con due condanne per omicidio, libero a causa di un cavillo giudiziario. Il pensiero va ai genitori di Niccolò, encomiabili e instancabili in questi lunghi anni: un fulgido esempio di quanta forza possa generare l’amore per un figlio perso ingiustamente». Infine l’impegno a non fermarsi: «Oggi gettiamo nel vaso della sete di giustizia un’altra piccola goccia, nella speranza che, prima o poi, tutti insieme, si riesca finalmente a farlo traboccare».







