È arroccato alle pendici del monte. C’è una sola strada per raggiungerlo che da lì in poi prosegue solo verso la cima del monte Corchia, incontrando prima il celebre Antro e poi la cava di marmo scavata nella montagna.
Si tratta di Levigliani, un piccolo paese (non chiamatelo borgo, per cortesia) in alta Versilia, frazione del comune di Stazzema (Lu). Conta poco più di 350 residenti e ha una particolarità: non conosce disoccupazione.
Merito di una cooperativa che dà lavoro a tutti, e dove tutti lavorano e la disoccupazione non esiste. Da due secoli infatti esiste un modello comune di gestione delle risorse legato al territorio secondo il quale tutti i paesani possono contribuire.
La storia
La storia è iniziata nel 1794, quando 67 capifamiglia decisero di mantenere collettivamente la proprietà del Monte Corchia e dei boschi acquistati dal Granduca di Toscana, creando una comunione perpetua, che ancora oggi viene amministrata nell’interesse della comunità.
Le coooperative
Nel tempo sono nati tre soggetti, la Beni Comuni di Levigliani, che rappresenta il governo della comunità, e due cooperative: Coop. Sviluppo e Futuro e Coop. Condomini. La prima si occupa della valorizzazione turistico-culturale e ambientale della proprietà comune, la seconda della gestione delle cave di marmo.
«La nostra cooperativa Sviluppo e Futuro Levigliani (circa un milione di fatturato all’anno con 11 soci) – spiega il presidente Emiliano Babboni -, nasce nel 2001 con una vocazione turistica legata all’apertura ai visitatori dell’Antro del Corchia. Passo dopo passo, si è trasformata in un sistema complesso composto oggi da cinque settori: turismo, emporio di comunità, trasporto persone con bus scolastici e attività per associazioni, manutenzione del verde e, dal 2025, trasporto dei blocchi di marmo provenienti dalle cave comunitarie. In questo modo si generano quasi 100 posti di lavoro. A Levigliani la disoccupazione non esiste».







