Poco più che ordinaria amministrazione. Questo devono fare le aziende e gli enti quando sono commissariati. In Toscana sembra accadere molto spesso. E i sindacati mostrano preoccupazione.
Sembra questo il destino attuale di tante agenzie e fondazioni strumentali della Regione Toscana. Sono commissariate, non possono quindi operare nel pieno delle loro prerogative e si limitano all’ordinaria amministrazione.
Fa abbastanza impressione leggere oggi le pagine del Corriere Fiorentino che in un lungo pezzo titola “Regione, una lunga scia di commissariamenti tra malumori e richiami della Corte dei Conti”.
Eppure il secondo mandato della giunta Giani è iniziato da quasi un anno. Come è possibile che le strutture strumentali della Regione non funzionino già a pieno regime?
Tra le realtà commissariate vengono citate Ars (dal 1 giugno 2024, commissario Giovanni Grasso che entra in carica il 1 settembre), Irpet (giugno 2026, commissari Mario Quercioli e Nicola Sciclone), Arpat (7 luglio 2026), Arti (7 luglio 2026, commissario Simonetta Cannoni), Artea (16 luglio 2026, commissario Edoardo Finucci), Toscana promozione Turistica (24 luglio 2026, commissario Giacomo Bugliani), Lamma (24 luglio 2026, commissario Francesco Meneguzzo).
Nel frattempo, però, il presidente Eugenio Giani ha provveduto in via straordinaria a nominare i commissari delle diverse agenzie, creando qualche volta più di un malcontento tra i partiti che compongono la maggioranza di governo.
Fondazione Toscana Spettacolo
Ultima in ordine di tempo il commissariamento della Fondazione Toscana Spettacolo che, a quanto risulta, diventerà un’agenzia regionale. A breve giro il presidente Eugenio Giani risponde che: “lunedì presenteremo il nuovo statuto e la nuova forma, poi la delibera di Giunta passerà al Consiglio regionale per l’esame. Contemporaneamente nei prossimi giorni, dopo un confronto che voglio avere con le forze espressione della mia maggioranza, procederò sul commissario».
Si tratta, spiega il Corriere Fiorentino dell’ultimo atto “di una lunga serie di commissariamenti delle agenzie toscane decisi negli ultimi mesi. Per le nomine si aspetta di completare la revisione della governance oggetto dei rilievi da parte della Corte dei Conti in occasione delle varie analisi sul bilancio regionale e delle sue società strumentali.
Sindacati preoccupati su Agenzia della Salute
Sull’Ars, Agenzia regionale della Sanità, ad esempio, interviene anche la Cgil che chiede a Giani e all’assessore alla sanità Monni garanzie per i lavoratori. “Quale ruolo intende attribuire all’Agenzia nei prossimi anni? I lavoratori chiedono di conoscere quali siano le prospettive per l’ente nel quale operano e di poter partecipare alle scelte che ne riguardano il futuro. La rappresentanza dei lavoratori non intende entrare nel merito della persona del commissario ma chiede che la vicenda sia l’occasione per fare finalmente chiarezza sul futuro dell’Agenzia e delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano. E vuole sapere quali siano le intenzioni della Regione per ARS e quale ruolo si intenda attribuirle nel sistema sanitario toscano. Da anni, l’agenzia vive una situazione di stallo determinata anche dai ripetuti commissariamenti”.
I rilievi della Corte dei Conti
La Corte dei Conti ha fatto alcuni rilievi che, scrive il giornale, “riguardano lo spoils system, con i direttori delle agenzie e delle fondazioni che, scrivono i giudici contabili, devono far parte della dotazione organica dell’ente, avere mandati slegati da quello del presidente della giunta regionale e percepire un trattamento economico fisso e omnicomprensivo, non previsto dal CCNL, anziché una struttura retributiva conforme alla disciplina della dirigenza pubblica e collegata anche alla performance”.
Rilievi che la Corte farebbe da prima del 2024, parlando chiaramente di “mandati che seguono lo spoils system, cioè un meccanismo nel quale la permanenza del vertice amministrativo è collegata al mandato dell’organo politico. E di conseguenza anche un sistema di spartizione del potere”.
Caselle mancanti da riempire
Poi, vi sono anche le nomine che il Presidente deve ancora fare e che tiene al momento ferme. Colpisce ad esempio il caso della sostituzione di Paolo Chiappini dalla Deputazione Generale della Fondazione Mps. Dopo la sua prematura scomparsa nel giugno scorso, infatti, non risulta nessuna nomina in sua sostituzione. Peraltro in un momento particolare per la tutela e protezione della banca senese. Il presidente Giani preferisce agire in prima persona anziché tramite un suo delegato in palazzo Sansedoni, azionista di banca Mps.
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