FIRENZE – La Hōshō Nō Family, tra le più antiche e importanti scuole di teatro classico giapponese, porta in Italia, in prima nazionale al Teatro della Pergola il 1° ottobre, alle 19, una serata di Kyōgen e Teatro Nō, forme d’arte patrimonio immateriale Unesco, per celebrare il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Cosa può ancora raccontarci una forma teatrale nata più di seicento anni fa? Un’occasione rara per incontrare una delle più antiche tradizioni teatrali ancora vive al mondo. Tra gesto, musica, canto e danza, due forme complementari della scena tradizionale giapponese compongono una serata capace di attraversare registri molto diversi: dalla comicità paradossale di Fukuro Yamabushi (L’eremita e il gufo) alla dimensione poetica e soprannaturale di Funa-Benkei (Benkei sulla barca), uno dei drammi più celebri del repertorio Nō. Un incontro con un teatro essenziale e potentissimo, nel quale ogni movimento, suono e silenzio è parte di un linguaggio affinato nei secoli e ancora capace di parlare al presente.
La serata di Kyōgen e Teatro Nō al Teatro della Pergola, il 1° ottobre, ore 19, si apre con Fukuro Yamabushi (L’eremita e il gufo), esilarante farsa Kyōgen su un monaco che finisce posseduto dallo spirito di un gufo. Segue lo spettacolo di Teatro Nō Funa-Benkei (Benkei sulla barca), che narra la fuga di Minamoto no Yoshitsune, celebre generale costretto a fuggire dal fratello. Con lui viaggiano Benkei, il fedele monaco guerriero, e Shizuka, la sua amata, che viene invitata a tornare a Kyoto. Durante la traversata appare il fantasma di Taira no Tomomori, antico rivale ucciso da Yoshitsune, in cerca di vendetta.
FUKURO YAMABUSHI (L’eremita e il gufo)
Un fratello maggiore si reca sulla montagna dove vive un Yamabushi, monaco eremita che pratica arti magiche, per chiedergli di guarire suo fratello minore, che si comporta in modo strano perché posseduto da uno spirito maligno.
Lo Yamabushi accetta di intervenire e si vanta di poter spezzare facilmente l’incantesimo. Il suo rituale magico per scacciare lo spirito maligno prende però una piega inaspettata perché il monaco eremita perde il controllo del suo cerimoniale segreto e finisce sotto l’influenza dello spirito di un gufo, iniziando a muoversi e a squittire come uno strano animale.
FUNA-BENKEI
Yoshitsune, nobile membro della famiglia Minamoto, è perseguitato da suo fratello Yoritomo e decide di abbandonare la città di Kyoto insieme alla sua amante Shizuka e al suo fedele seguace Benkei.
La prima scena del dramma si svolge in una locanda dove – durante una sosta nella fuga pericolosa verso il mare – Benkei convince il suo signore Yoshitsune a lasciar tornare a Kyoto la giovane dama Shizuka, che danza un’ultima volta per lui prima di abbandonarlo in lacrime.
Nella seconda parte del dramma i fuggiaschi lasciano la costa per allontanarsi su una barca sotto la guida di Benkei, ma una tempesta si abbatte su di loro e tra le onde appare il fantasma di Tomomori, furioso generale combattente del clan avverso che minaccia di uccidere Yoshitsune con la sua lunga alabarda.
Il fedele Benkei sulla barca invoca tutte le divinità pregando con il suo rosario e trova così l’ascolto e la clemenza degli dèi che fanno placare la tempesta, mentre lo spirito del feroce Tomomori barcolla e scompare all’orizzonte.
In questo famoso dramma del Teatro Nō, lo stesso primo attore Kazufusa Hōshō (shite) nella prima parte interpreta il ruolo principale femminile (la dama che danza) e nella seconda parte il ruolo principale maschile (il fantasma vendicativo), mostrando quindi capacità tecniche di movimento ed espressione completamente all’opposto. Nel ruolo del nobile Yoshitsune per la prima volta sarà in scena suo figlio Tomoharu Hōshō.







