SIENA – L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha ribadito il ruolo strategico della banca per il Paese, a pochi giorni dalla conclusione dell’Opas su Mps.
Intervenuto al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, a Roma, Messina ha affermato che l’operazione “crea valore per gli azionisti Intesa, quelli del Monte dei Paschi e per i clienti”, e ha assicurato il massimo rispetto per Siena e il suo territorio.
Fiducia nell’Antitrust
Il numero uno di Intesa Sanpaolo si è detto fiducioso sulla valutazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il cui pronunciamento è atteso entro fine novembre. “Noi ci fidiamo dell’Antitrust, quello che faranno sarà giusto”, ha dichiarato Messina, rispondendo alle domande sull’eventuale impatto della decisione sul numero di sportelli che il gruppo potrà rilevare.
Secondo il progetto presentato, Intesa Sanpaolo acquisirebbe oltre 620 filiali di Mps, mentre un’altra parte della rete, pari a circa 635 sportelli, passerebbe a Unipol e sarebbe destinata a integrarsi con Bper.
“Intesa è sicurezza nazionale”
Messina ha inoltre collegato l’operazione alla stabilità finanziaria del Paese. “Nell’operazione di acquisto di Mps siamo una salvaguardia del risparmio dell’Italia”, ha detto, spiegando di aver sempre svolto il proprio ruolo nella consapevolezza che Intesa Sanpaolo rappresenti “un’istituzione e un pilastro della sicurezza nazionale”.
Il banchiere ha evocato anche le criticità di governance di Monte dei Paschi, definendola “frammentata” e incapace di assumere decisioni collegiali. Un consiglio di amministrazione coeso, ha aggiunto richiamando la propria esperienza in Intesa, costituisce invece “il presupposto per gestire bene una banca”.
Garanzie su Generali
Sul fronte di Generali, Messina ha escluso qualsiasi intenzione di interferire nella governance o nella gestione della compagnia, pur garantendone l’indipendenza. Attraverso Mediobanca, che entrerebbe nel perimetro di Intesa con l’operazione su Mps, il gruppo arriverebbe a controllare circa il 13,5% dell’assicuratrice.
“Nessuno potrà acquisire Generali se Intesa Sanpaolo ne avrà il 13,5 per cento”, ha affermato Messina, secondo cui mettere “in sicurezza Mediobanca” è un punto strategico per l’Italia. L’ad ha concluso che l’operazione servirà a tutelare il risparmio nazionale, senza “mettere bocca” sulle scelte gestionali di Generali.







