SIENA – Intesa Sanpaolo ha ottenuto “rapidamente” tutte le autorizzazioni regolamentari necessarie per acquisire il controllo di Mps, compreso il via libera della Banca centrale europea e delle autorità internazionali competenti.
Lo ha annunciato l’amministratore delegato dell’istituto, Carlo Messina, commentando i risultati al 30 settembre.
“La nostra offerta consente agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei”, ha dichiarato Messina, sottolineando la fiducia nella solidità del progetto industriale e nel valore che potrà generare per azionisti, dipendenti, clienti e territori.
Impatti sul piano industriale
Secondo il numero uno di Intesa, l’operazione permetterà al gruppo di anticipare di tre anni il raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano d’impresa. La nuova entità, ha spiegato, potrebbe conseguire un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029, con distribuzioni complessive agli azionisti stimate in circa 61 miliardi tra il 2025 e il 2029: 11 miliardi più di quanto indicato nel piano presentato a febbraio.
Per Siena e la Toscana, Intesa prevede un aumento del credito erogato, oltre alla creazione di un polo tecnologico, di una direzione commerciale e di strutture centrali.
Concambio rivisto al rialzo
Intesa Sanpaolo ha inoltre adeguato il rapporto di cambio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Mps, a seguito della decisione di distribuire un acconto sul dividendo 2026 pari a 0,22 euro per azione. Il concambio, inizialmente fissato a 1,6 azioni Intesa per ogni titolo Mps, è stato portato a 1,664, con arrotondamento alla terza cifra decimale, per neutralizzare integralmente l’effetto dello stacco del dividendo.
L’offerta prevede inoltre una componente in contanti di 1,25 euro per ciascuna azione Mps, un importo aumentato di 25 centesimi rispetto alla proposta iniziale di 1 euro.







