FIRENZE – Si è spenta nella mattinata di domenica 29 marzo, nella sua casa romana, la voce di David Riondino uno degli artisti più eclettici e ironici del panorama culturale italiano. Cantautore, attore, regista, scrittore e commediante, è morto a 73 anni dopo aver combattuto per qualche anno contro una grave malattia.
Nato a Firenze il 10 giugno 1952, ha attraversato oltre quarant’anni di scena italiana con uno stile inconfondibile: colto, sarcastico, capace di mescolare impegno civile, satira e leggerezza poetica.
Gli esordi tra musica e impegno
Negli anni Settanta Riondino fonda con la sorella il collettivo musicale Victor Jara, dedicato al cantautore cileno assassinato sotto la dittatura di Pinochet. Il gruppo, espressione di quel mondo di “compagni” di vita e politica, pubblica due dischi e segna l’inizio di un percorso che unisce sempre canzone d’autore e coscienza civile.
Il grande pubblico lo ricorda però soprattutto per la hit “Maracaibo” (1982), un brano ironico e ballabile che diventa uno dei tormentoni degli anni Ottanta e rimane il suo pezzo più noto, tanto da essere spesso citato come “il cantautore di Maracaibo”. Eppure la sua produzione musicale e teatrale è sempre stata molto più profonda: canzoni d’autore raffinate, spettacoli di teatro-canzone e performance in cui improvvisazione e parola si fondono in modo unico.
Il volto televisivo e il teatro
Tra gli anni Ottanta e Novanta Riondino diventa un volto familiare della televisione italiana. Partecipa a programmi cult come il Maurizio Costanzo Show, ma soprattutto incarna il “Lupo Solitario” nella trasmissione di Antonio Ricci, portando una satira tagliente e intellettuale. È attore, autore e regista in numerose produzioni teatrali e televisive, e si distingue per la sua capacità di passare dal comico al drammatico con naturalezza.
Parallelamente coltiva la scrittura: pubblica libri, scrive pièce teatrali e sceneggiature. È stato anche consulente artistico in vari contesti, tra cui il Teatro degli Illuminati di Città di Castello in Umbria. Uno dei suoi sogni più cari, la Scuola dei Giullari, un progetto di formazione per artisti di strada e giullari moderni, è rimasto purtroppo incompiuto.
Direzioni artistiche e progetti teatrali in Toscana
Riondino ha ricoperto ruoli di responsabilità in importanti realtà teatrali toscane. Nel 2003 è stato direttore artistico del Teatro delle Rocce di Gavorrano (Grosseto), uno spazio suggestivo nel Parco Nazionale delle Colline Metallifere ma anche direttore artistico della Festa medievale di Monteriggioni o del Teatro di Castelnuovo Berardenga.
Ha inoltre partecipato a numerosi progetti e spettacoli in varie località toscane, spesso mescolando poesia, musica dal vivo e narrazione, in linea con il suo stile “teatro-canzone” o “teatro all’improvviso”.
La Scuola dei Giullari: l’ultimo sogno toscano
Negli ultimi anni della sua vita, Riondino ha dedicato energie importanti a un progetto ambizioso e profondamente legato alla tradizione popolare toscana: la Scuola Internazionale dei Giullari. Si trattava di un laboratorio formativo dedicato alla creazione di canzoni, alla poesia orale, all’improvvisazione e alla figura del “giullare” moderno – un’arte che unisce parola, musica e performance di strada.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel cordoglio per la scomparsa dell’artista, ha sottolineato proprio questo impegno: “Il progetto della ‘Scuola dei Giullari’, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”.
Riondino aveva anche contribuito alla nascita dell’Accademia dell’Ottava, un’iniziativa per il recupero della poesia orale e improvvisata toscana, che mescola cultura alta e popolare, mantenendo viva una tradizione antica della regione.
I funerali si terranno martedì 31 marzo 2026 alle ore 11 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, a Roma. Un luogo simbolico per un artista che ha dedicato la vita alla bellezza e alla parola.







