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SIENA – L’ufficialità si avrà solo oggi pomeriggio. Le strade di Mps e Luigi Lovaglio dopo quattro anni sono destinate a separarsi.

L’ad non rientrerebbe nella lista proposta dal Comitato nomine. Un listone allargato dal quale il Consiglio dovrà ricavare i 20 nominativi da sottoporre all’assemblea. Su questa decisione, clamorosa visti i risultati ottenuti e quelli da ottenere, avrebbero pesato le influenze dei soci forti, Caltagirone in testa. Incline a vedere guidare la banca da un uomo più vicino come Fabrizio Palermo, attuale ad di Acea.

Chi prenderà le redini del Monte si troverà a percorrere la strada tracciata dallo stesso Lovaglio nel piano 2026-2030. Resta da capire se la mossa è centrata su Mps oppure su ciò che il Monte possiede, come il 13% di Generali, lasciato però sotto la controllata Mediobanca. La fusione con piazzetta Cuccia sarà presentata il 10 marzo. A quel punto i giochi saranno già fatti.

Il mercato nel frattempo non sta reagendo bene. Il titolo è in negativo di oltre il 4% e da venerdì, giorno del piano futuro di Mps, sta perdendo più del 15%.

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