SIENA – Gabriele Ceccherelli, ex calciante del Calcio storico fiorentino, ha respinto categoricamente le accuse in merito alla morte di David Rossi.
“Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda. L’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda”, ha dichiarato.
Conosciuto come Lo Zena, lo storico volto degli Azzurri è stato indicato dalla commissione d’inchieste come l’organizzazione dell’azione di intimidazione nei confronti del manager.
La famiglia chiede alla magistratura di fare verifiche
La famiglia del manager apprezza il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, che avrebbe “scientificamente” accertato che l’ex manager del Monte dei Paschi di Siena è morto per omicidio. Tuttavia, chiede che le nuove indicazioni sui presunti responsabili passino esclusivamente al vaglio della magistratura. Lo ha dichiarato l’avvocato Carmelo Miceli, legale di Antonella Tognazzi, moglie di Rossi, e della figlia di lei, Carolina Orlandi, commentando le ultime rivelazioni sui lavori della commissione.
Tognazzi e Orlandi esprimono, secondo la nota diffusa dal legale, “sgomento” per le notizie sulla presunta individuazione di mandanti ed esecutori, ma invitano le istituzioni a mantenere la massima fermezza. Miceli ha sottolineato che la valutazione dell’attendibilità delle testimonianze e dei nomi emersi “non spetta alle cronache”, ma deve spettare alla Procura della Repubblica.
La famiglia chiede quindi che la magistratura indaghi le risultanze della Commissione “nel pieno rispetto del contraddittorio e dei diritti di tutte le parti coinvolte”. Non esclude a priori alcuna pista investigativa, compresa quella interna, ma respinge una possibile “condanna sommaria e mediatica”. Secondo i legali, eventuali dubbi su singoli testimoni non devono compromettere l’insieme delle acquisizioni raccolte negli anni.
“Indagare a 360 gradi”
Per i legali dei familiari, l’Autorità giudiziaria non dovrà limitarsi agli elementi forniti dalla Commissione, ma dovrà esplorare “a 360 gradi” ogni pista e movente, integrando le nuove informazioni nel quadro già emerso. La famiglia, si legge nella dichiarazione, “non si accontenta di verità proclamate attraverso i media” e pretende un processo equo, ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, in cui poter esercitare i diritti delle persone offese.
Miceli ha inoltre annunciato di aver chiesto l’acquisizione dei verbali nella parte pubblica. “Ci riserviamo di leggere i verbali quando saranno disponibili”, ha detto, aggiungendo che la famiglia renderà nota la propria posizione con un comunicato ufficiale e auspicando di poterli esaminare presto.
Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI
Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici







