SIENA – L’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari ha presentato una denuncia-querela alle procure di Roma e Firenze per calunnia, diffamazione aggravata e rivelazione di segreti d’ufficio, nell’ambito della vicenda legata alle dichiarazioni rese davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi.
L’atto corredato da 21 documenti e depositato dall’avvocato Mussari, assistito dal professor Tullio Padovani e dagli avvocati Fabio Pisillo e Francesco Marenghi.
Le accuse contestate
Secondo la nota dei legali, la denuncia è diretta contro l’autore delle dichiarazioni verbalizzate dai consulenti della Commissione, indicato dalla stampa in Saverio Giampà, per calunnia aggravata; contro il giornalista Massimo Giletti per diffamazione aggravata, in relazione a un video pubblicato su Instagram il 18 ottobre e alle dichiarazioni rese nella puntata del 19 ottobre di “Lo stato delle cose” su Rai 3; contro chiunque abbia rivelato o diffuso il contenuto degli atti e l’identità dei dichiaranti; e contro il secondo dichiarante, indicato dalla stampa in Renan William Vilanova Correa, qualora dagli atti integrali risultassero accuse rivolte a Mussari.
Mussari ha chiesto di essere sentito dai magistrati e si è dichiarato fin d’ora disponibile a chiarire ogni circostanza. L’ex banchiere aveva già annunciato l’iniziativa il 19 ottobre, definendo le affermazioni di Giletti «una follia prima ancora che una calunnia gravissima e senza uguali».
La difesa di Mussari
Nel comunicato, i legali sottolineano che rivolgersi all’autorità giudiziaria è un diritto di ogni cittadino e, in questo caso, anche un dovere «verso la propria dignità» e verso la ricerca della verità sulla morte di Rossi. L’obiettivo, si legge, è che sia un giudice, «nel contraddittorio e con le garanzie della legge», a stabilire cosa sia vero e cosa sia falso, e non «un video sui social o una trasmissione televisiva».
La difesa ricorda inoltre che l’unico legame tra Mussari e la vicenda sarebbe l’amicizia con David Rossi, legame riconosciuto dalla stessa Commissione. Quanto al cittadino fiorentino con il quale, secondo le accuse, Mussari avrebbe preso accordi, l’ex presidente di Mps ha affermato di non conoscerne persino l’esistenza.
I profili dei dichiaranti
Il comunicato dedica ampio spazio ai profili dei due dichiaranti. Saverio Giampà, ex collaboratore di giustizia, sarebbe stato condannato in via definitiva per calunnia e false informazioni al pubblico ministero, dopo aver accusato di omicidio un uomo che sapeva innocente. Nel luglio 2025 un giudice di Catanzaro avrebbe definito la sua credibilità «ictu oculi compromessa»; nel gennaio 2026 il Tribunale di Bologna lo avrebbe condannato in primo grado a sette anni di reclusione.
Renan William Vilanova Correa, secondo la nota, starebbe scontando una condanna definitiva per l’omicidio di una donna commesso a Siena nel marzo 2013. Nel 2020 avrebbe subito una condanna per aver calunniato il comandante della Polizia Penitenziaria del carcere senese, e sulla morte di Rossi avrebbe fornito, tra il 2018 e il 2019, almeno quattro versioni diverse e tra loro inconciliabili.
La questione del segreto
Sul piano istituzionale, la difesa solleva il tema della diffusione anticipata di atti vincolati al segreto dalla legge istitutiva della Commissione e dal suo regolamento. Secondo Mussari, tali documenti sarebbero stati anticipati a un giornalista prima ancora che la Commissione li esaminasse, per poi essere distribuiti alla stampa e diffusi sul web.
L’ex presidente di Mps ha quindi chiesto che si accerti chi e come abbia fatto uscire quegli atti, sostenendo che la ricerca della verità sulla morte di David Rossi non può passare per la violazione delle regole poste a garanzia delle indagini.
La contestazione a Giletti
La querela per diffamazione aggravata riguarda anche la trasmissione “Lo stato delle cose”, andata in onda in prima serata su Rai 3. Secondo la nota, dopo aver mandato in onda passaggi dell’audizione del 16 febbraio 2022 — in cui Mussari aveva riferito di aver trascorso la sera della morte di Rossi a Siena, a casa di sua moglie — il conduttore avrebbe mostrato una fotografia notturna scattata nel vicolo adiacente a quello in cui fu rinvenuto il corpo, indicando una figura che ritrarrebbe Mussari.
Per la difesa, la persona ritratta non sarebbe Mussari, ma un diverso cittadino senese. L’ex banchiere parla di un’«attribuzione falsa», trasmessa «dinanzi a una platea nazionale, senza la minima verifica».
Mussari si riserva infine ogni ulteriore iniziativa, in ogni sede, nei confronti di chiunque torni a diffondere accuse ritenute prive di fondamento, rinnovando al tempo stesso rispetto e vicinanza alla famiglia di David Rossi.







