FIRENZE – La Regione Toscana e Enel Green Power stanno valutando un progetto strategico per potenziare la produzione di energia da geotermia.
Una maxi condotta lunga circa 30 chilometri che porterà acqua marina dalla costa, all’altezza di Marina di Bibbona, fino alle centrali di Larderello, nell’entroterra tra Pisa e Livorno, come spiega l’edizione fiorentina di Repubblica.
L’iniziativa, dal nome in codice “Geomare”, prevede un investimento nell’ordine delle decine di milioni di euro e mira a immettere nei pozzi geotermici acqua opportunamente desalinizzata, riducendo il prelievo da fiumi e sorgenti locali e aumentando la capacità produttiva annuale dell’impianto.
Il progetto “Geomare” e i vantaggi per i territori
Il dossier, ancora in fase preliminare, è stato presentato nei giorni scorsi ai tavoli della Regione dal governatore Eugenio Giani, che ha incontrato i vertici di Enel per avviare la discussione. Secondo le prime indicazioni, l’opera consentirebbe non solo di alleggerire la pressione sulle risorse idriche interne, già sotto stress per la crisi climatica, ma anche di incrementare in modo significativo la produzione di elettricità da fonte geotermica, di cui la Toscana è l’unica regione italiana a disporre in misura rilevante.
Un aspetto rilevante del progetto è l’estensione dei benefici economici ed energetici anche ai Comuni interessati dal passaggio della condotta, che potrebbero entrare a farno del novero dei “Comuni geotermici”, con ricadute positive in termini di compensazioni e sviluppo locale. Restano invece da definire gli esiti dello studio di impatto ambientale, che dovrà valutare gli effetti dell’infrastruttura sul territorio e sugli ecosistemi coinvolti.
La geotermia toscana oggi e i piani di potenziamento
Attualmente, Enel Green Power gestisce tra Larderello e l’Amiata un complesso di 34 centrali geotermoelettriche, con una potenza installata di circa 915–916 MW e una produzione annua vicina ai 6 miliardi di kWh, pari a circa il 34% del fabbisogno elettrico regionale e al 70% della produzione da rinnovabili in Toscana. A questo quadro si aggiungeranno, nei prossimi anni, tre nuove centrali previste tra Bagnore, Piancastagnaio e Monterotondo Marittimo, già inserite nei piani industriali dell’utility.
Con l’apporto dell’acqua di mare, il potenziamento potrebbe essere ancora più marcato, aprendo uno scenario inedito per la fonte rinnovabile “storica” della regione. «È un progetto molto ambizioso, anche se siamo agli inizi», ha commentato il governatore Giani, sottolineando la volontà di accelerare sul fronte della transizione energetica.
Rinnovabili in Toscana: le polemiche e la risposta di Giani
Il lancio di “Geomare” arriva in un clima di forte tensione sul tema delle rinnovabili. Un collettivo di 120 tra scienziati e attivisti, riuniti sotto la sigla “Energia per l’Italia”, ha recentemente incontrato la segretaria del Pd Elly Schlein denunciando ritardi nelle regioni a governo centrosinistra, Toscana in testa, a causa di continui stop a progetti eolici, fotovoltaici e di agrivoltaico. Critiche rilanciate anche dalla premier Giorgia Meloni, che ha attaccato la Regione sul tema.
La difesa di Giani
Giani ha respinto l’accusa di essere “indietro”, ricordando che, secondo i dati del Conto energia, la Toscana è la quarta regione italiana per rinnovabili, dopo Veneto, Lazio e Puglia. «Oggi la Toscana ha il 51% del fabbisogno coperto da rinnovabili contando la geotermia, che fa il 34%, l’11% dell’idroelettrico e il 6% tra eolico e fotovoltaico», ha spiegato il governatore, fissando l’obiettivo di arrivare a due terzi (66%) entro la fine del mandato, nel 2030.
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