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FIRENZE – Non si fermano le polemiche sull’ormai prossima rimozione del presidente Marco Carrai dalla Fondazione Meyer.

Mossa decisa dal governatore Eugenio Giani, in piena campagna elettorale, per acquietare le critiche del M5S, alleato per le regionali, in quanto Carrai è anche console onorario di Israele.

«Altro dazio pagato da Eugenio Giani al Movimento 5 Stelle: niente riconferma per Marco Carrai alla presidenza della Fondazione Meyer», affermano Deborah Bergamini, deputata e vice segretaria nazionale di Forza Italia, e Marco Stella, consigliere regionale e segretario regionale azzurro della Toscana, in una nota congiunta.

Interpellati sul motivo di questa eccezione riferita proprio a Carrai, Bergamini e Stella denunciano: «Perché è console onorario d’Israele, evidentemente una grave colpa per quella sinistra che innalza la bandiera Pro-Pal, facendone una questione ideologica addirittura a livello territoriale».

Da qui un altro attacco: «Forza Italia non ha mai nascosto di contestare le politiche del governo Netanyahu, ma ciò non toglie l’assurdità della scelta di Giani, sempre più mero esecutore dei desiderata del Movimento 5 Stelle. Prima la genuflessione sul reddito di cittadinanza che terremoterebbe i conti regionali, poi il no a tutte le politiche di sviluppo. Ora siamo alle purghe ideologiche. In pieno silenzio, ovviamente, dei sedicenti moderati di sinistra, per i quali evidentemente il coraggio non è di casa».