SIENA – «La collaborazione tra Accademia Musicale Chigiana e Università Mozarteum di Salisburgo rappresenta oggi una delle sinergie internazionali più solide e feconde nel panorama europeo dell’alta formazione e della produzione musicale», dice il direttore artistico dell’Accademia Musicale Chigiana Nicola Sani.
Un solido legame
«Un’alleanza tra due istituzioni che condividono la vocazione: trasmissione del sapere ai massimi livelli e creazione artistica dal vivo, facendo dialogare la grande tradizione con la contemporaneità», continua il direttore della Chigiana.
Il cuore di questo percorso è Chigiana-Mozarteum Baroque Program, istituito nel 2021 e divenuto in pochi anni un riferimento assoluto in Europa nel campo della formazione e produzione della musica antica e del suo rapporto con il presente», prosegue Sani.
Maestro questo accordo esclusivo cosa ha voluto dire per Chigiana International Festival 2026 Isole, di cui lei è il regista?
«Da questo lavoro comune, nasce uno degli appuntamenti più attesi di questa edizione del Festival: l’esecuzione della Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, diretta da Alfredo Bernardini, il 27 agosto nella Chiesa di Sant’Agostino a Siena; affianca la Mozarteum BarockOrchester e il Coro della Cattedrale di Siena ‘Guido Chigi Saracini’ diretto da Lorenzo Donati».
La collaborazione dell’Accademia Musicale Chigiana con l’Università Mozarteum?
«Va ben oltre il barocco. In questi anni abbiamo costruito un rapporto profondo anche con il Dipartimento di Opera, diretto da Kai Röhrig, con il quale abbiamo realizzato produzioni di teatro musicale di grande valore. Da The Turn of the Screw di Britten diretto da Röhrig regia di Florentine Klepper, a Dido and Aeneas di Purcell, alla Giuditta di Alessandro Scarlatti, fino a titoli della scena contemporanea come Elissa di Henry Fourès, Medusa di Yann Robin e The Butterfly Equation di Thomas Desi, con MusikTheaterTage di Vienna».
Ci sono altri progetti comuni?
«A questi si aggiungono, l’Ensemble Bella Musica Mozarteum, brillante formazione giovanile specializzata nella prassi esecutiva settecentesca. Il 30 agosto, sarà protagonista, di un concerto diretto da Stefan David Hummel. Altri momenti di questa sinergia, l’inaugurazione del Festival 2026, affidata alla direzione di Kai Röhrig con il Requiem di Hans Werner Henze. Dello stesso autore, la splendida esecuzione di Being Beauteous, concerto del corso di violoncello, voce del soprano Anastasia Fedorenko, nel quadro del grande omaggio che Chigiana dedica a Henze per il centenario della nascita».
L’indotto attivato da questa sinergia?
«Oltre i singoli progetti, ciò che rende questa alleanza davvero preziosa è la circolazione delle energie che mette in movimento: giovani musicisti, docenti, idee e repertori passano da Siena a Salisburgo e ritorno. Lo scambio arricchisce entrambe le istituzioni e proietta i nostri allievi in una dimensione autenticamente internazionale. In questo dialogo costante – tra due tradizioni, due città, due grandi scuole si misura il senso più alto del nostro lavoro: formare i musicisti di domani non nell’isolamento, ma nel confronto aperto con l’Europa e con il mondo».







