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2011, addio con lo spread a 525…altro che bunga bunga

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Mamma mia che anno strano che è stato questo 2011. E’ iniziato con il Bunga Bunga come parola più usata dagli italiani, almeno fra le new entry; si conclude con gli italiani che usano la parola spread – ovvero la differenza fra i rendimenti dei Bond tedeschi e quelli dei Btp italiani – come la facilità di dire pizza o spaghetti. Al 30 dicembre, cioè ieri, lo spread Btp-Bund ha chiuso a 525 punti base. Insomma, che esperti di finanza ed economia che siamo diventati. Il 2011 è iniziato con lo zio della nipote di Mubarak (ovvero Mubarak stesso) costretto a darsela a gambe; l’Italia era in piena crisi economica, ma ci pensava di meno, e aveva il sorriso di Mara Carfagna al Consiglio dei Ministri. Oggi, al Consiglio dei Ministri c’è il pianto del ministro Elsa Fornero dispiaciuta perché il neo Governo di professoroni deve frugare nelle tasche degli italiani senza alcuna pietà, c’è la crisi economica e tutti lo sappiamo benissimo. Mubarak non c’è più, ma nemmeno, seppur con uscite differenti, i suoi amici Gheddafi e Silvio Berlusconi. E oggi, fra i fornelli per preparare il cenone, anche le massaie parlano di Fuzzi-Mib. Insomma, che Paese siamo diventati? Ce lo dirà stasera Giorgio Napolitano, nel discorso di fine anno, dopo che negli ultimi mesi è stato chiamato agli straordinari, fra telefonate in tedesco con accento partenopeo con la Angelona Merkel (“Fostro premier se ne deve andare, ja” “Vediamo che si può fare, iamme iamme”); e incontri per traghettare l’Italia, verso il premier Monti, nella speranza di un risanamento. Ma la coperta è sempre la stessa, se la tiri dalla parte del Paese (salva) Italia, resta poi corta dalla parte dei cittadini, che ogni giorno si alzano con un aumento nuovo, con una tassa da pagare in più. Equità? Vedremo. Intanto siamo alle prese con…Equitalia, che spedisce letterine amorose agli italiani. Fukushima, crisi e fiducia, intercettazioni e anche Lampedusa, fra le altre parole più usate. Ma quello che stasera passa al 2012 è un Paese senz’altro più sobrio…tant’è che il Grande Fratello (il numero non saprei dirlo) dovrebbe chiudere anticipatamente perché gli ascolti non ci sono più e gli sponsor scappano. Già, c’abbiamo da discutere dello spread, non tempo da perdere in frivolezze.  Alla vigilia di Natale, Ruby rubacuori è diventata mamma, ma ormai, solo pochi mesi dopo al ciclone bunga bunga, non se la ricorda più nessuno. E non fa notizia. Ormai siamo un Paese serio, c’è poco da festeggiare. Anche il povero Lele Mora, uno dei presunti fornitori della materia prima per le feste a palazzo sembra caduto in disgrazia, al punto che gli amici hanno messo in moto una colletta, per farlo tirare avanti. Come sei cambiata cara Italia in questi pochi mesi. Il tutto nel 150esimo dell’Unità, una ricorrenza che escludendo la sabauda Torino, è iniziata e finita il 17 marzo. 2012? Giusto dieci anni dall’entrata in vigore dell’euro…in molti oggi rimpiangono la lira. Si, perché da subito quella conversione a 1936,27 lire non ci ha sorriso. Fra l’inflazione che ha spostato in avanti il prezzo dei beni di consumo e l’utopia di noi italiani di pensare di vivere da tedeschi con gli stipendi italiani, i conti non sono tornati. Ma tant’è. Se ne sono andati Amy Winehouse (a 27 anni come i miti); il centauro di casa nostra Marco Simoncelli, e molti altri…fra tutti mi piace ricordare la grande cantante capoverdiana Cesaria Evora, indimenticabile.

Perché la foto di un’opera di Joan Mirò? Perché è il mio artista preferito, e perché credo che ammirare un’opera d’arte che ci piace – in questo caso El oro del Azul – sia un bel modo per stare bene con sé stessi e quindi con gli altri. Buon anno al mio blog e buon anno a tutti voi, che almeno una volta siete passati da queste parti.