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Cogito, ergo legifero

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In tempi di rewisionismo con la “w” verrebbe da rivedere anche l’antico locuzione di Cartesio «Cogito, ergo sum». Con quest’espressione Cartesio  arriva ad esprimere la certezza indiscussa che ha di sé stesso poiché essere pensante. Ora, se è vero che il filosofo francese arriva a questa conclusione convinto che la ricerca di un metodo dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, per scoprire tale metodo, Cartesio adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, mettendo in dubbio ogni affermazione, ritenendola almeno inizialmente falsa, arrivando a scoprire dei principi che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la conoscenza. Questo esercizio, seppur complesso, sarebbe quantomeno auspicabile per coloro (con la “w”) che dovrebbero legiferare ai nostri tempi e per i quali la locuzione «Cogito, ergo legifero» appare molto più semplice. Nei fatti, purtroppo, si continua a legiferare sull’onda emotiva. Lo avevo già scritto (leggi) ad agosto sulle decisioni della Regione Toscana di intervenire su tutela del patrimonio boschivo. Lo avevo sottolineato nuovamente allorché accadde il naufragio della Costa Concordia e subito ci affrettò a varare il decreto anti inchino. Oggi i Governatori delle Regioni italiane, dopo le prodezze de Er Batman & c. e le dimissioni di Renata Polverini vogliono subito marcare la differenza. E così è stata convocata un riunione con il Governo per rimodulare sprechi con un’ipotesi di costi standard. Per rimanere in tema di locuzioni: Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur.