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Dalla parte dei senza diritti. Quel giorno con Laura Boldrini

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Dalla parte dei senza diritti. Da sempre. Convintamente. Mi è tornata in mente oggi quella giornata di metà ottobre del 2009, quando conobbi Laura Boldrini. Ero a Jesi per ritirare un premio come addetto stampa dell'anno per l'Agricoltura, un premio tanto inaspettato quanto gradito, non saprei dire se meritato. A me un premio di settore, per aver comunicato l’Agricoltura; a lei il premio, senz’altro meritatissimo (leggi), alla Carriera, per essere stata per molti anni la portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr). Una vita nella cooperazione internazionale, passata a lottare per i diritti degli altri, per i diritti dei rifugiati, diritti spesso violati e calpestati. Quel giorno Laura raccontò il suo lavoro, con grande passione ed umiltà; una lotta quotidiana fra guerre, torture, fame e povertà, vite spezzate da barbarie inaudite. Un monito anche ai giornalisti presenti in sala, un invito ad usare un linguaggio ‘più umano’. Ad esempio, evitiamo di chiamarli ‘clandestini’ i migranti che arrivano sulle nostre coste nei barconi della disperazione. Il rispetto per i più deboli, come scelta etica prima che politica.

Avevo messo in uno dei cassetti della mente quella bella giornata, trascorsa con altri colleghi e con Laura Boldrini, a parlare di professione, di esperienze di ogni tipo. Oggi Laura Boldrini è stata eletta presidente della Camera – la terza donna dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti -, e nel discorso di insediamento molti punti chiave della sua vita trascorsa a difesa dei più deboli, sono risuonati nell’aula di Montecitorio. Per le donne, per i poveri, per gli esodati e per chi un lavoro non l’ha mai avuto: questo il discorso di Laura Boldrini; prima ancora di ricordare che sarà “il presidente di tutti”. Brava e buon lavoro.

Un bel ricordo quello di Laura Boldrini. Un ricordo che è vivo grazie ad un grande collega che ora non c’è più, Giacomo Di Iasio, che quel premio riservato agli “addetti stampa” lo aveva ideato e fortemente voluto circa una decina di anni fa. Giacomo che era stato fra i più attivi promotori della legge 150 (che norma la presenza dei giornalisti all’interno degli uffici stampa degli enti pubblici). Non potevo non ricordarlo.