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Mps, sul futuro domina l’incertezza

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incertezzaAl terzo giorno di aumento di capitale, è molto difficile cercare di leggere il futuro di Mps. Molti segnali contrastanti, sia positivi che negativi, si sono accumulati in questi giorni, e di conseguenza il titolo continua a oscillare fortemente alternando aumenti repentini e crolli inarrestabili.  Quali sono le prospettive?

Il problema principale appare che non è chiaro quale sarà l’assetto proprietario futuro della banca. Ad esempio, non  è chiaro quale sarà il peso del patto tra Fondazione, Btg Pactual e Fintech alla fine dell’aumento di capitale; né chi sarà il presidente di Bmps alla fine dell’aumento; né se Bmps continuerà a essere una public company, oppure si fonderà con un istituto bancario italiano, oppure verrà acquistata da uno straniero.

In questa situazione, è chiaro che chi è intenzionato a comprare o a fondersi tende a tirare sul prezzo. Ed è anche probabile che tenda a nascondersi il più possibile. La Consob ha annunciato di voler vigilare molto attentamente sull’aumento di capitale, perché ogni informazione credibile che passa in questo momento può generare una variazione significativa dei prezzi, e quindi generare lauti guadagni per chi entra in possesso di tale informazione in anticipo a scapito degli azionisti. Guadagnare sullo scambio di azioni basandosi su informazioni privilegiate costituisce reato di aggiottaggio in Italia, ma è un reato molto difficile da dimostrare in tribunale. In ogni caso, voci di fusione genererebbero probabilmente un aumento del prezzo delle azioni, rendendo l’acquisto di Bmps più oneroso.

L’unica cosa che mi appare chiara è che l’incertezza continuerà fino a quando il nuovo assetto sociale sarà definito; e che è molto difficile cercare di fare luce adesso su quello che avverrà, soprattutto visto che negli ultimi anni si sono accumulate numerosi voci poi smentite su possibili compratori. Per Bmps, l’ideale sarebbe chiarire il prima possibile la situazione, e magari fondersi con un istituto di media dimensione in maniera tale da non generare perdite occupazionali e poter attuare al più presto un piano industriale credibile. La BCE, tramite le parole di Draghi, ha già ammonito sul fatto che l’aumento di capitale non sarà comunque sufficiente a risolvere i problemi strutturali del Monte, costituiti dalle sofferenze in essere. Fondersi subito e annacquare l’enorme portafoglio di crediti inesigibili con capitale fresco, di molto superiore a quello che sarà accumulato con l’aumento di capitale, appare a molti osservatori l’unica soluzione praticabile.

Il problema è però che le possibilità decisionali di Bmps sono molto limitate. La banca senese è in questo momento nel ruolo della preda, e l’eventuale “cacciatore” sta probabilmente aspettando il momento giusto per catturarla, e ovviamente il momento giusto è definito da quello che procura maggior vantaggio al cacciatore, non alla preda.