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Se n’è andato in punta di piedi

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Ci eravamo sentiti giovedì scorso per gli ultimi dettagli dell’incontro che l’Ordine dei Giornalisti della Toscana e il Gruppo Autonomo Stampa stavano organizzando a Siena per parlare di libertà di stampa e di giornalismo. “Farai il moderatore, vero?”, avevo chiesto. Lui, come sempre, si era schermito per via di quella modestia che lo ha sempre caratterizzato. Ma poi aveva accettato. Forse sapeva, ma fino all’ultimo ha voluto confermare la sua disponibilità per gli altri. Un tratto del suo carattere che rimarrà sempre impresso in chi lo ha conosciuto.

Roberto Romaldo avrebbe compiuto cinquant’anni il prossimo anno e lascia la moglie e due figli, oltre all’affetto dei suoi studenti, colleghi, amici e contradaioli tartuchini. Più o meno negli stessi anni avevamo iniziato a collaborare a "La Nazione", lui poi aveva scelto di dedicarsi all’insegnamento, era dirigente scolastico al Monna Agnese, ma seguiva anche l’ufficio stampa dell’Arcidiocesi, sempre con attenzione, misura ma anche passione per questo lavoro.

Per via delle sue dote umane e di grande equilibrio, dal 2005 i colleghi giornalisti lo confermavano presidente del Gruppo Stampa, una carica con molti oneri e pochi onori. Senz’altro era orgoglioso di tante attività fatte in quel ruolo ma il libro pubblicato dal Gruppo, appena un anno fa, in memoria di Paolo Maccherini, ne sono sicuro, lo ripagava di tanti sacrifici. “Se n’è andato come ha sempre vissuto, in punta di piedi”, aveva scritto del suo amico Paolo. E come il “Macchera” anche Roberto ha voluto andarsene senza dare disturbo. Disponibile fino all’ultimo. La famiglia ha autorizzato l’espianto delle cornee.

Subito dopo che si è saputa la notizie sono arrivate le condoglianze dell'Arcivescovo di Siena, mons. Antonio Buoncristiani, del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, delle istituzioni cittadine. I funerali si terranno nella chiesa di Sant’Agostino domani (venerdì 28) alle ore 9. In quella giornata avremmo dovuto incontrarci per parlare di giornalismo e libertà di stampa. È tutto annullato. È tempo del silenzio.