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MASSA – Tra 15 e 20 mila persone, secondo le stime della Cgil, hanno sfilato a Massa nella manifestazione “La protesta non è reato”.

A promuoverla la Cgil Toscana, contro i Pacchetti Sicurezza e in solidarietà con le decine di persone citate a giudizio dopo la protesta pro Palestina del 3 ottobre 2025. Il corteo, partito da piazza Garibaldi, si è concluso in piazza Aranci.

In testa al corteo è comparsa la scritta “La protesta non è reato”, accanto al gonfalone dell’Anpi, bandiere della Palestina e di Cuba, lavoratori e studenti. I manifestanti hanno intonato “Bella ciao” e slogan come “Free free Palestine, no more genocide” e “Siamo tutti antifascisti”.

La solidarietà agli imputati

La mobilitazione sostiene le persone coinvolte nei fatti del 3 ottobre 2025, quando, durante lo sciopero generale contro il genocidio in Palestina, una parte del corteo raggiunse la stazione di Massa Centro e occupò i binari, bloccando per circa 52 minuti la circolazione di alcuni convogli regionali sulla linea Pisa-La Spezia.

La Procura ha contestato ai 36 imputati, in concorso, i reati di interruzione di pubblico servizio e ostacolo alla circolazione ferroviaria. L’udienza predibattimentale, inizialmente fissata per il 14 ottobre al Tribunale di Massa, è stata rinviata.

Una prova di forza regionale

Accanto al corteo della Cgil toscana, guidata da Rossano Rossi, hanno sfilato molti degli imputati, oltre a pensionati, commercianti, delegati del Pignone di Firenze e attivisti della Fiom. Decine di pullman hanno portato partecipanti da diverse province, in una mobilitazione che la Cgil presenta anche come messaggio alla politica toscana a pochi mesi dal voto.

Erano presenti il segretario nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, la sindaca di Carrara Serena Arrighi, rappresentanti di Pd, Avs e Rifondazione Comunista con il segretario Maurizio Acerbo, l’assessora regionale alla sanità Monia Monni e il segretario regionale di Sinistra Italiana Dario Danti.

Le parole della Cgil

Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, atteso a Massa, ha delegato Christian Ferrari, membro della sua segreteria. “La Cgil è la più grande infrastruttura democratica di questo Paese, ha battuto Salvini e Meloni quando hanno provato a cambiare la Costituzione e non ha intenzione di mollare”, ha detto Ferrari.

Rossi ha attaccato i Pacchetti Sicurezza: “Quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutti”. La Cgil ha definito la giornata uno sciopero generale regionale volto a difendere la libertà di manifestare e a sostenere chi rischia processi dopo le proteste.

La replica della Lega

Il parlamentare della Lega Andrea Barabotti ha criticato l’iniziativa: “Una volta la Cgil difendeva i lavoratori. Oggi si occupa di tutto, dai decreti sicurezza alla politica estera, dalle armi alla difesa, tranne che di lavoro”.

Barabotti ha inoltre sostenuto che manifestare è un diritto costituzionale, ma che “impedire agli altri di andare al lavoro non lo è”, accusando il sindacato di porre i diritti dei manifestanti prima di quelli dei lavoratori e di assomigliare ormai “più a un centro sociale che a un sindacato”.

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