Home In evidenza Comunali in Valdichiana. Conferme a Torrita di Siena e Chianciano, volti nuovi...

Comunali in Valdichiana. Conferme a Torrita di Siena e Chianciano, volti nuovi a Montepulciano e Sinalunga

1834
0
SHARE
Le lacrime di Giacomo Grazi dopo la conferma

Il voto in Valdichiana fa registrare due sindaci neo eletti nei comuni più grandi:  Montepulciano con l’ex assessore all’urbanistica Michele Angiolini e Sinalunga con Edo Zacchei. Oltre ai due riconfermati: Torrita di Siena con Giacomo Grazi e Chianciano Terme con Andrea Marchetti.

Grazi (Torrita di Siena): «Ha vinto il progetto di fare qualcosa per Torrita» La vittoria più significativa delle comunali in Valdichiana è stata certamente di Giacomo Grazi, riconfermato sindaco a Torrita di Siena per il secondo mandato in un contesto competitivo reso acceso dal referendum per la fusione dello scorso autunno, che videro Grazi schierato con il Sì perdere con il 77% dei voti. In questa tornata elettorale Torrita il Grazi ha ottenuto più voti del suo partito, il Pd, alle europee: 2.287 contro 1.634, che diventano 1.773 sommando i voti di +Europa. La percentuale fatta registrare dal Centrosinistra per Torrita alle comunali alla fine è stata del 56,3%, la più alta in Valdichiana. Con il 32,6% la lista civica Torrita Bene Comune arriva seconda. La candidata sindaca Michela Contemori siederà tra i banchi dell’opposizione con due dei suoi candidati in consiglio. Infatti, il risultato fatto registrare dal candidato del centrodestra Lorenzo Vestri di 11,2% non è sufficiente a far scattare il secondo consigliere. Il rieletto sindaco Giacomo Grazi raggiunto appena saputo l’esito del voto è apparso visibilmente emozionato, e in lacrime ha dichiarato: «Ha vinto il progetto di fare qualcosa per Torrita contro la volontà di demolire una persona».

La proclamazione di Zacchei

Zacchei (Sinalunga): «Preoccupato da risultati europee» Anche a Sinalunga si conferma  il centrosinistra, con il neo eletto Sindaco Edo Zacchei che prende il 53,45% delle preferenze. La principale sfidante Marcella Biribò, civica di estrazione cattolica sostenuta da tutte le forze del centrodestra, ottiene 4 seggi classificandosi seconda al 33,78%. Un solo seggio invece per Angelina Rappuoli della omonima lista civica che prende il 12,77% delle preferenze. Il nuovo eletto sindaco Zacchei ha dichiarato: «Non nascondo che vedere i risultati delle europee mi ha preoccupato, perché la Lega oramai è una realtà anche nei nostri territori».

Il cambio radicale di Montepulciano Montepulciano dopo i dieci anni di Andrea Rossi era chiamata ad un cambio radicale dell’offerta politica. All’eccesso di civismo e frammentazione fatta registrare alle scorse elezioni amministrative, questa volta è stato presentato un quadro più stabile. Michele Angiolini  ha vinto le elezioni comunali per il centrosinistra con il 56,19% ottenendo 11 seggi. Gianfranco Maccarone, il candidato di un centrodestra molto ampio, ottiene il 27,05% con 4 seggi. Un seggio ai Cinquestelle che con Mauro Bianchi fa registrare l’11,74% delle preferenze.  Nessun seggio per il comunista Roberto Biagi, che prende il 5,02% dei voti.

A Chianciano conferma per il sindaco Marchetti Per chiudere Chianciano Terme, dove il sindaco uscente Andrea Marchetti viene riconfermato con il 60,90% dei voti. Dietro di lui, staccato di molte preferenze si classifica il candidato civico Paolo Piccinelli con il 34,45%. Nicola Bettollini del Partito Comunista non entra in consiglio comunale come opposizione. I 166 voti presi, per un totale di 4,45% non gli valgono l’elezione.

L’analisi del voto comparato tra europee e comunali Dati alla mano, a Torrita di Siena i voti con i quali il centrosinistra ha vinto le elezioni sono stati 2.288 contro la somma dei voti del centrosinistra delle europee 1.773 (1.634 Pd + 139 della Bonino).  Grazi guadagna quindi 445 voti in più del suo bacino di riferimento. In considerazione del fatto che la lista civica Torrita Bene Comune ha comunque pescato nell’elettorato di centrosinistra, il dato percentile del voto movibile aumenta. Per comprendere meglio la dimensione di tale fenomeno di mobilità bisogna concentrarsi sul voto di centrodestra a Torrita: alle europee Lega (1.121), Forza Italia (202) e Fratelli d’Italia (155) hanno complessivamente avuto 1.478 voti contro le 453 preferenze che il candidato sindaco di centrodestra Lorenzo Vestri ha raccolto. Ben 1.025 voti in meno che sommati ai 518 del Movimento 5 Stelle alle europee, non presenti alle comunali, fanno 1.543 che rapportato al numero dei votanti (4.251) corrisponde al 36,30% di voto mobile.

Analogo procedimento viene fatto per Sinalunga, dove il neo eletto Zacchei ha dichiarato di aver temuto dopo aver visto i risultati delle europee. Vediamo perché: alle comunali il centrosinistra per Sinalunga ha conseguito 3.244 voti contro i 2.272 che Pd e +Europa hanno preso alle europee. Zacchei ha avuto quindi 972 preferenze in più del proprio bacino di voti di riferimento. Muovendo dal voto che il centrodestra ha conseguito a Sinalunga alle comunali: 2.825, dato dalla somma di Sinalunga si Rinnova (2.050) e Per Sinalunga (775), entrambe liste pescavano nello stesso elettorato; confrontando tale numero di preferenze con quelle espresse da Lega (2.112), Forza Italia (361) e Fratelli d’Italia (340) per complessive 2.813, si ha una differenza di voto tra europee e comunali di appena 13 preferenze. Salta quindi all’occhio che qua la differenza la fa il Movimento 5 Stelle, non presente alle comunali, con i 751 voti presi alle europee e poi certamente andati altrove.

A Montepulciano  Angiolini ha vinto con 4.093 preferenze contro i 2.751 voti espressi da Pd e + Europa alle europee (1.342 di differenza). Il candidato di centrodestra Maccarone ha avuto 1.970 preferenze contro i 2.910 voti che Lega (2.156), Forza Italia (408) e Fratelli d’Italia (346) hanno preso alle europee. Una differenza di 970 voti che sommati ai 145 voti in meno che il M5S ha fatto registrare tra europee (1000) e comunali con Mauro Bianchi (855) fanno 1.115 preferenze mobili, il 14,72% dei voti utili. C’è voto e voto quindi, differenziato tra i diversi livelli istituzionali, con gli elettori che si esprimono in base all’opinione dominante, finendo nella caldàra del populismo per poi riemergere quando si tratta di eleggere il proprio sindaco, in tal caso esercitando il popolarissimo “voto utile”.