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Coronavirus. La pandemia grava sulle donne. Il lavoro non c’è ma la violenza domestica sì

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Foto Pixabay

«La pandemia è stato, ed è, un momento difficile per tutti, ma per le donne ancora di più». Così il segretario generale Uil Toscana, Annalisa Nocentini, intervenendo al webinar “Donne e Lavoro ai tempi del Covid 19” organizzato dal sindacato. «In altre parole – ha detto – le donne sono state le più penalizzate dall’emergenza, perché a loro è toccato il difficile compito di tenere insieme le famiglie e coniugare il lavoro».

Serafini (Uil Toscana): «Fenomeno violenza in aumento» La mancanza di lavoro infatti ha interessato più il genere femminile: «Gli avviamenti al lavoro – ha spiegato Cristina Serafini, responsabile del Coordinamento pari opportunità della Uil Toscana – sono stati -65% da marzo a maggio 2020, mentre per gli uomini -57%. Ma oltre al lavoro, c’è il fenomeno della violenza, che ha visto tante donne coinvolte nella fase acuta del lockdown. Anche oggi, con il riacutizzarsi dell’emergenza, dobbiamo garantire un aiuto e un sostegno concreto a tutte quelle donne in difficoltà».

Urgono interventi seri e strutturali Secondo la Uil «servono interventi seri e strutturali per garantire una retribuzione femminile equiparata a quella degli uomini, e un vero e proprio patto per il lavoro delle donne che tenga insieme le legittime aspirazioni a crearsi una famiglia, con le altrettante legittime ambizioni di fare carriera e quindi raggiungere l’indipendenza economica: l’unica garanzia di libertà e realizzazione personale».