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Diverso è bello. Al Parco delle Cascine arriva ‘Equivalenze’ con le storie di chi è vittima di pregiudizi

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La diversità raccontata da un altro punto vista, che da ostacolo diventa arricchimento. C’è l’insegnante e la classe che raccontano come la presenza di un compagno con disabilità è diventata una opportunità di crescita. Ci sono i racconti, le storie di chi può essere vittima di pregiudizi e viene percepito come diverso. Tanti temi, spesso tra loro lontani, che riguardano tutti noi e che hanno in comune il senso di diversità, dalla provenienza, all’identità di genere, ai cambiamenti che durante la vita ci rendono diversi da ciò che eravamo. Si parlerà di tutto questo al primo cantiere della diversità ”Equivalenze” in programma al Parc – Performing Art Research Centre, delle Cascine di Firenze (piazzale delle Cascine 7) fino al 13 ottobre.

«Cantiere di storie e di vissuti» Tre giorni di incontri, laboratori e mostre organizzati dalla cooperativa Il Cenacolo insieme alla cooperativa Cat, in collaborazione con una rete di servizi e cooperative sul territorio che si occupano di inclusione, con il patrocinio del Comune di Firenze «Vogliamo ribaltare la prospettiva della diversità, in un percorso di conoscenza dell’altro – spiega Monica Reis Danai, della cooperativa Il Cenacolo – uno spazio per le emozioni attraverso gli strumenti dell’arte, uno spazio dedicato al dialogo con sé stessi e gli altri, abbandonando gli schemi usuali con cui percepiamo la realtà – Equivalenze è un cantiere di storie, ma soprattutto di vissuti, sperimentazioni, emozioni che possiamo vivere direttamente ed insieme attraverso la musica, la danza, il teatro, il gioco, il dialogo che poi confluirà nel ”Festival delle diversità” del prossimo anno. Si parte da qui per costruire qualcosa di unico, aprendo le porte a tutti: operatori, scuole, aziende, famiglie, singoli cittadini. Affronteremo tante tematiche, dall’integrazione sociale ai pregiudizi sull’identità di genere nelle aziende o più in generale nella società. Tante diversità, che toccano in maniera più o meno diretta ognuno di noi, senza sconti. L’obiettivo è dare il nostro contributo per la costruzione di una società più equa e aperta».’