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Gli effetti del Coronavirus. Cgil Siena: «Impatto drammatico sulla provincia». 28mila lavoratori in cassa integrazione

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«Drammatico impatto che il Covid-19 ha avuto sull’occupazione e sulla riduzione del salario medio di lavoratori e lavoratrici della nostra provincia». E’ la fotografia della provincia di Siena scattata da Cgil Siena che oggi ha illustrato i dati relativi al periodo di lockdown (marzo–maggio 2020).

Il segretario Seggiani: «Da noi assistenza ed aiuto, anche nelle fasi più drammatiche ed incerte dell’emergenza» «In questa fase – spiega il segretario provinciale Fabio Seggiani – la nostra azione ci è stata fortemente riconosciuta da lavoratori, disoccupati, pensionati, giovani, e cittadini in generale, che hanno trovato in noi tutela, assistenza ed aiuto, anche nelle fasi più drammatiche ed incerte dell’emergenza. Al Patronato INCA sono state effettuate nei primi 7 mesi dell’anno quasi 22.000 pratiche, di cui più di 4.200 relative al Covid-19. Gli Uffici Vertenze Legali hanno già espletato quasi 1.738 pratiche, relative per esempio al controllo delle buste paga, alle dimissioni e alla mancata rotazione della cassa integrazione. Di questi nuovi accresciuti bisogni – conclude Seggiani – ne sono la più chiara ed inequivocabile dimostrazione le adesioni al nostro sindacato, dato che a giugno 2020 abbiamo registrato già oltre 1.000 iscrizioni in più rispetto all’anno scorso, siamo a circa 45.000 tesserati, di cui più del 50% donne».

Lo scenario Per gli ammortizzatori sociali sono state presentate richieste, quasi tutte accolte, per circa 7 milioni di ore, che hanno interessato circa 28.000 lavoratori. 9.000 di questi sono dipendenti di ditte artigiane, molto radicate nel nostro territorio, divise tra i Fondi Bilaterali FSBA, nazionale, (circa 5.700) e CIA, locale, (circa 3.300). Altri 9.000, in maggioranza donne (54% del totale), hanno usufruito della Cassa Integrazione in Deroga coprendo i settori più poveri, sia per tipologia di contratto che per ore lavorate, fuori dalla possibilità di usare ammortizzatori sociali strutturali; pesante l’uso del part-time spesso involontario. Gli altri circa 10.000 lavoratori hanno utilizzato gli ammortizzatori sociali suddivisi tra FIS, CISOA (settore agricolo) e CIG, dove il settore dell’edilizia è preponderante con una flessione del monte ore lavorato certificato dalla Cassa Edile del 45% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Mancata riassunzione degli stagionali A questo quadro, già di per sé preoccupante, si deve aggiungere la mancata riassunzione degli stagionali, soprattutto nel settore turistico-ricettivo e della ristorazione, del 50% rispetto allo stesso periodo 2019 e la flessione delle altre tipologie di assunzione (tempo determinato, somministrazione, tempo indeterminato) che si attesta intorno al 35%.

Incremento “sospetto” di dimissioni volontarie Inoltre è opportuno sottolineare che nonostante il blocco dei licenziamenti ci sia un incremento “sospetto” di dimissioni volontarie, salite del 15% sempre rispetto al periodo marzo-maggio 2019. In una simile realtà, mai riscontrata prima, la Cgil di Siena ha sottoscritto oltre 3.500 accordi sugli ammortizzatori sociali, ha contribuito – in collaborazione con la Prefettura di Siena – al controllo preventivo della legittimità dell’attività lavorativa esaminando le richieste di oltre 900 imprese nella fase di deroga per codici Ateco ed ha sottoscritto decine di protocolli aziendali sulla sicurezza specifici per Covid-19 nei luoghi di lavoro, rimanendo sempre a disposizione dei lavoratori sia nelle sue principali sedi che da remoto.