FIRENZE – «Questore o questora? Fate come preferite, mi è assolutamente indifferente». Rosaria Amato, 60 anni, napoletana, non vuole soffermarsi sul primato.
Da oggi è la prima donna alla guida della Questura di Firenze, ma preferisce guardare ai problemi della città. Arrivata da Verona per succedere a Fausto Lamparelli, si è presentata questa mattina ai giornalisti nella sede di via Zara.
Sul tavolo c’è soprattutto la sicurezza. Firenze risulta seconda in Italia nella classifica dei reati denunciati in rapporto alla popolazione, un dato che la nuova questore non vuole però trasformare subito in un piano d’intervento. «Non ho ricette — ha spiegato —. Penso che la sicurezza si costruisca insieme alla comunità e alle altre istituzioni. Ascolteremo, valuteremo, capiremo e dopo sapremo che cosa fare».
Criminalità e organico
Dalla classifica del Sole 24 Ore Amato ricava anche un segnale incoraggiante. «Mi pare che la tendenza sia stata in qualche modo già invertita da chi mi ha preceduto, visto che c’era una leggera riduzione. Questo mi rincuora, perché significa che la strada è stata comunque intrapresa».
Sulla richiesta della sindaca Sara Funaro di avere più agenti sul territorio, la nuova responsabile di via Zara non si sbilancia: «Sono arrivata oggi, quindi servono dei tempi per rendersi conto della situazione». Quanto all’ordine pubblico, forte dell’esperienza maturata anche nella gestione dei grandi eventi, sottolinea che «non si affronta solo sulla piazza, ma prima, nella pianificazione delle situazioni che si possono verificare».
«Presto serviranno le quote azzurre»
Sul fatto di essere la prima donna a ricoprire l’incarico, Amato commenta senza enfasi: «Quando ci sarà la seconda donna questore avremo fatto un grande passo avanti. Perché questa storia di essere la prima a ricoprire vari ruoli significa che ancora non ci siamo». E, scherzando sulle molte donne ai vertici delle istituzioni fiorentine, aggiunge: «Fra poco ci vorranno forse le quote azzurre».
La nuova questore racconta anche di aver incontrato diffidenze durante la carriera, soprattutto quando le donne erano meno presenti nei ruoli di direzione. «Ma l’ho sempre superata con l’impegno e con il lavoro».
Firenze, per ora, la conosce soprattutto da turista. «È una città complessa», ammette, ma conta su «una squadra unita, capace e preparata». E promette di affrontare i problemi «piano piano, con impegno, attenzione e passione».







