FIRENZE – Mentre l’Italia chiude il 2024 con un Pil in volume in crescita dello 0,7% a livello nazionale, la Toscana registra un incremento modesto del +0,5%, in linea con la Provincia autonoma di Trento ma al di sotto della media del Paese.
È quanto emerge dal report Istat sui conti economici territoriali, che fotografa un quadro regionale a due velocità.
A trainare la crescita sono state le regioni del Sud e alcune del Centro-Nord: la Sicilia guida la classifica con un +1,8%, seguita dalla Sardegna (+1,3%) e da Lazio e Lombardia (entrambe +1,2%). Buoni risultati anche per Valle d’Aosta e Piemonte (+1,1% ciascuna), Friuli-Venezia Giulia e Basilicata (+1%). In Abruzzo il Pil è cresciuto esattamente come la media nazionale (+0,7%), con Umbria e Campania leggermente sopra (+0,8%).
Sul fronte opposto, crescite inferiori alla media si osservano in Emilia-Romagna (+0,2%), mentre il Pil resta stabile nelle Marche e cala lievemente in Veneto e Puglia (-0,1%). Le flessioni più pesanti colpiscono Liguria (-1%) e Molise (-1,1%).
Per la Toscana, questi dati arrivano in un contesto di rallentamento post-pandemia, con settori come il turismo e l’agroalimentare che hanno tenuto banco ma non compensato del tutto le sfide industriali. Gli esperti attendono i dettagli settoriali per capire le cause, ma il report Istat sottolinea disparità che potrebbero influenzare le politiche regionali nel 2025.







