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FIRENZE – Oltre 3.300 telefonate ricevute e più di 1.600 persone prese in carico.

Sono i primi risultati del progetto “Sostegno fragilità anziani – Una rete di prossimità”, promosso dalla Regione Toscana a poco più di due mesi dall’avvio. L’iniziativa è rivolta alle persone anziane e alle loro famiglie che si trovano ad affrontare per la prima volta una situazione di fragilità.

Rispetto allo stesso periodo della precedente annualità, le chiamate al numero unico regionale sono aumentate del 40 per cento, mentre le prese in carico — cioè l’avvio di un percorso di accompagnamento da parte dei servizi territoriali — hanno registrato una crescita superiore al 33 per cento.

Il servizio offre orientamento ai servizi, sostegno alle famiglie anche a domicilio e assistenza nella ricerca di un assistente familiare. Il progetto proseguirà nel triennio 2026-2028 e prevede un investimento complessivo di circa 12,8 milioni di euro. Di questi, 10,5 milioni saranno destinati alle Zone distretto e alle Società della Salute attraverso il Fondo nazionale per la non autosufficienza.

“Questi primi risultati ci dicono che la rete di prossimità intercetta un bisogno concreto e che le famiglie hanno bisogno di poter contare su risposte rapide proprio nel momento in cui si trovano ad affrontare una nuova situazione di fragilità”, dichiara il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“Di fronte all’invecchiamento della popolazione, è fondamentale garantire risposte rapide e integrate, capaci di sostenere concretamente le famiglie nei primi momenti di maggiore difficoltà”, aggiunge l’assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali, Monia Monni. “Investire nella prossimità significa costruire comunità più forti, valorizzare il ruolo del territorio e del terzo settore e mettere al centro la dignità e la qualità della vita delle persone anziane”.

Come funziona il servizio

L’intervento è rivolto alle persone di almeno 70 anni, residenti in Toscana, che si trovano per la prima volta in una condizione di fragilità e non sono già inserite in percorsi assistenziali strutturati.

Per segnalare una situazione di bisogno è possibile contattare il numero unico regionale 055 4383000. Entro 24-48 ore viene attivato il supporto, che può comprendere anche una visita domiciliare. Un operatore accompagna quindi la persona anziana e la famiglia nell’individuazione dei servizi più adatti, fornendo informazioni e supporto pratico. Tra gli interventi previsti rientra anche l’aiuto nella ricerca di assistenti familiari qualificati.

Il progetto prevede inoltre un contributo economico una tantum di 300 euro, erogato tramite Libretto Famiglia in collaborazione con l’Inps, per coprire fino a 30 ore di assistenza domiciliare regolare. La misura punta a sostenere le prime necessità e ad agevolare l’avvio di un rapporto di lavoro regolare con un assistente familiare.

L’iniziativa raccoglie e sviluppa l’esperienza maturata negli anni con il progetto “Pronto Badante”, rafforzando la collaborazione tra servizi territoriali, comunità locali e terzo settore. Tra gli obiettivi figurano la prevenzione dell’isolamento e del disagio sociale, il sostegno alle famiglie, la qualificazione e regolarizzazione del lavoro di assistenza e un orientamento più efficace ai servizi.

Particolare attenzione è dedicata anche all’invecchiamento attivo, attraverso attività di informazione, educazione alla salute e socializzazione, per prevenire l’isolamento, favorire l’integrazione e migliorare la qualità della vita delle persone anziane.

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