SIENA – Un chiarimento d’obbligo per la procura di Siena, che ha voluto rispondere all’avvocato Carmelo Miceli in merito all’accusa di inoperatività sul caso della morte di David Rossi.
“Appena i media hanno diffuso la notizia di nuovi elementi emersi dai lavori della Commissione – ha sottolineato in una nota il procuratore capo Andrea Boni –. Il nostro ufficio ha agito senza indugi, acquisendo quanto di competenza”.
Il magistrato non ha rivelato ulteriori dettagli sull’attività, mentre ha chiarito un altro aspetto. Miceli, che assiste Carolina Orlandi e Antonella Tognazzi, aveva sottolineato anche di non aver avuto risposta a un’istanza presentata per sapere se c’era un’indagine in corso sulla vicenda. “Il ritardo nella risposta deriva da problemi tecnici legati al sistema informatico App, che ha allungato i tempi di elaborazione”, ha replicato Boni.
Il botta e risposta è conseguente anche al lavoro della commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi, che di recente ha dato conto di aver trasmesso gli atti dell’attività investigativa in procura a Roma. Il presidente Gianluca Vinci tempo fa aveva spiegato che alcune procure erano impegnate sul caso, senza aggiungere ulteriore approfondimenti. Sottolineando tuttavia che tra queste non c’era Siena.







