Il consigliere Mps dimissionario
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SIENA – Stefano Di Stefano, membro non indipendente del cda di Mps dal 2022 e dg al Mef, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato.

La motivazione ufficiale cita “ragioni personali e l’avvio di indagini a suo carico” per presunto insider trading.

La banca senese ha reso nota la decisione ieri, confermando l’iscrizione di Di Stefano nel registro degli indagati della Procura di Milano. L’accusa ruota attorno a operazioni sospette su azioni Mps e Mediobanca, effettuate a ridosso dell’opas lanciata nel gennaio 2025.

Secondo l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dai pm del pool reati economici, Di Stefano avrebbe sfruttato informazioni riservate grazie al suo ruolo di responsabile della Direzione Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici al Mef. Tra il 2 e il 21 gennaio 2025, il dirigente avrebbe acquistato azioni Mps per 33mila euro e Mediobanca per 120mila euro, rivenderle il 28 gennaio con un guadagno netto di quasi 9mila euro per sé e oltre mille euro per il figlio.

L’indagine è scattata da una segnalazione di “operazione sospetta” (Sos) dell’intermediario finanziario utilizzato da Di Stefano, trasmessa all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (Uif). Da lì, il fascicolo è passato al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, arrivando ai pm milanesi.

Già a novembre 2025, la Gdf aveva sequestrato il telefono di Di Stefano nell’ambito di un’inchiesta sul risiko bancario, contestandogli il reato di insider trading prima ancora di analizzare il dispositivo.

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