SIENA – Dentro o fuori. E’ l’enigma che rimbalza nelle ultime ore attorno a Rocca Salimbeni.
Secondo alcune indiscrezioni, Luigi Lovaglio sarebbe a rischio esclusione dalla lista che il cda Mps presenterà per il prossimo consiglio.
L’assenza dell’attuale amministratore delegato avrebbe del clamoroso, considerato il peso del banchiere nella risalita del Monte e il sostegno di azionisti di primo piano come Tesoro e Delfin. Fatto sta che le trattative sono ancora lontano dall’essere chiuse e quando oggi i consiglieri si ritroveranno di fronte per arrivare ai 20 nominativi da presentare entro venerdì, ci sarà molto lavoro da fare. E tutto ciò potrebbe richiedere anche un’altra convocazione del cda.
L’ultima parola spetta all’assemblea del 15 aprile, che andrà a votare i singoli profili per arrivare al numero prefissato di 15 consiglieri (tre spettano alle liste di minoranza). Però se il listone non comprenderà già da ora Lovaglio, si aprirà una fase di incertezza che in un momento come questo, potrebbe produrre effetti non positivi.
onsiderando anche che se ci dovesse essere un’altra figura a guidare l’istituto senese, lo farà comunque su un strada tracciata dal predecessore. Compreso il piano di fusione con Mediobanca, che sarà presentato il 10 marzo. E allora ha senso cambiare?







