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Il pensiero “sostenibile” di Enzo Tiezzi. Convegno per comprenderne l’opera. A quando una via dedicata?

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È stato uno dei precursori dell’ambientalismo scientifico in Italia, docente di chimica-fisica all’Università di Siena, il suo libro più noto, “Tempi storici, tempi biologici” (1976), è tradotto in 20 lingue e a leggerlo oggi continua ad emanare qualcosa di profetico. Anche a lui si deve la definizione scientifica riconosciuta a livello internazionale di “sviluppo sostenibile”, fu infatti l’unico italiano del gruppo dei 25 scienziati che insieme a Herman Daly nel 1984 gettarono le basi di questo concetto e delle sue applicazioni future. Dal 1987 al 1992 fu parlamentare eletto con Sinistra Indipendente. In questi giorni Enzo Tiezzi avrebbe compiuto 80 anni.

Per ricordarne la figura venerdì 9 febbraio a Siena (Santa Chiara Lab, via Valdimontone 1, ore 15.30) Legambiente Siena, di cui fu tra i fondatori, insieme a Cesvot, organizzano un incontro “Un ricordo per Enzo” (scarica Tiezzi_ Siena-programma). In programma la proiezione di filmati sulla sua vita, letture di scritti e una tavola rotonda sull’ambientalismo scientifico cui parteciperanno Riccardo Basosi, Simone Bastianoni, Enrico Falqui, Massimo Scalia, Giorgio Zampetti, ed altri.

Tra i riconoscimenti ottenuti per la sua attività la borsa Fulbright per la ricerca sulla risonanza magnetica (1966), Laurea honoris causa (Alma Ata e Sri Lanka, 1992), la Medaglia d’oro della Divisione chimica ambientale della Società chimica italiana (2002), la Medaglia della Presidenza del Consiglio (2003), la Medaglia d’oro «Blaise Pascal» dell’European Academy of Sciences per la fisica e la chimica (2004), la Prigogine Senior Medal (2005).

Il capitombolo di Ulisse

Autore di 500 pubblicazioni scientifiche e 20 libri tradotti in tutte le lingue, tra i suoi titoli meritano di essere ricordati i saggi “Verso una fisica evoluta. Natura e tempo” (2006) e “Città fuori dal caos. La sostenibilità dei sistemi urbani” (2008), la favola ecologica “Isidro Pavon. Ovvero la storia del canale che mai fu” (2008).

La sua personalità eclettica lo portò ad essere sempre attento a quel che accadeva nel mondo ma anche alle vicende locali, sempre impegnato nei comitati ambientalisti a difesa del territorio. La sua è stata una figura centrale per molti anni anche nel dibattito politico e oggi che c’è un grande bisogno di politica buona è un fatto positivo che si torni a ricordarne il pensiero e l’opera. Chi scrive ebbe modo, seppure superficialmente, di conoscerlo e apprezzarne la passione e l’intelligenza. Tra i tanti cui la città di Siena ha dedicato una strada, una piazza o anche solo una lapide, manca oggi il suo nome. E a otto anni dalla morte non sarebbe male se qualcuno abitasse in via Enzo Tiezzi. Un senese che ha saputo portare Siena nel mondo e riportare a Siena quel dibattito internazionale di cui oggi si sente tanto la mancanza.

Per capire di cosa stiamo parlando ecco un suo scritto, fedelmente trascritto da un intervento a più mani del 2011 intitolato “Il pianeta Terra, un’arancia blu nel pensiero di Enzo Tiezzi”.

«Una democrazia esiste solo se la diversità naturale e la diversità culturale di un territorio vengono rispettate e conservate e, con esse, la sacralità del luogo. Una democrazia esiste solo se non c’è un pensiero unico dominante. Una democrazia esiste solo se nessuna ideologia (politica, religiosa, scientifica,
filosofica) prevarica il pensare comune della gente del luogo e/o i diversi modi di pensare e di vivere, purché tali diversi modi siano tolleranti con le altre diversità, non abbiano la pretesa di essere superiori o migliori e non usino la loro identità per potere
o profitto. Una democrazia esiste solo se nessun potere (sia esso militare o religioso, di magistratura o di finanza, di lobby o di associazioni) domina il paese. Una democrazia esiste solo se i valori etici ed estetici del luogo vengono rispettati e
conservati. Una democrazia è sempre frutto di una storia co-evolutiva tra ambiente naturale e cultura umana, per questo è sempre diversa da luogo e luogo. Una democrazia è sempre frutto di un fertile intreccio di conservazione e di evoluzione. Una democrazia è tale se permette che la scienza e l’arte possano esprimersi senza vincoli di utilità, di ideologie, di dogmi, di interessi economici, di finalità cui tendere (Archimede soleva dire: non mi occupo di cose utili, ma di cose belle e sottili)».