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Da Chianciano a Cupertino. L’ex manager Apple: «Il prossimo Steve Jobs? Sarà made in China»

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Foto Susanna Danisi

Dolcevita scuro e jeans, una vivace parlantina e tanti preziosi consigli per i giovani («Non siate mai pigri, quando un’opportunità si offre, prendetela»). Lo Steve Jobs italiano, Marco Landi ha fatto tappa a Siena per incontrare gli studenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e scienze matematiche all’università di Siena e per presentare il suo libro “Da Chianciano a Cupertino”. Landi, ingegnere, è approdato alla Apple, diventandone anche vicepresidente, negli anni Novanta, quando l’azienda americana era sull’orlo del fallimento («In Europa perdeva 300mln l’anno, non avevano senso di cosa significasse gestione di un’azienda. In 12 mesi la portai a 100mln di profitto»). Landi contribuì a riassumere il fondatore Steve Jobs: il suo ritorno si rivelò determinante perché da allora l’azienda è risorta con prodotti innovativi come Iphone, Ipad e Ipod. «Il ritorno di Jobs in Apple fu un caso o forse è stato il destino» ha aggiunto Landi.

Foto Susanna Danisi

Landi e quella previsione su Mps Pur avendo girato il mondo, Landi non dimentica le sue origini raccontandosi come «un giovane toscano» che ha vissuto le terre di Siena e che già in tempi non sospetti, storceva il naso davanti a quei genitori che consigliavano ai figli di trovare un lavoro vicino casa, un posto fisso, magari al Monte dei Paschi di Siena: «Ho sempre diviso i senesi in tre categorie: quello che lavoravano in Mps quelli che volevano lavorare in Mps e quelli che avevano già lavorato in Mps. Io dicevo ‘state bene attenti, non puntate tutto sul posto sicuro in Mps». E ai tanti studenti che oggi erano in aula ad ascoltarlo, Landi ha detto: «Costruite il vostro futuro, mi auguro non fuori dall’Italia. Non vi dico come Jobs ‘Stay hungry, stay foolish’ (Siate affamati, siate folli, ndr), vi dico siate creativi, innovativi e cercate la vostra strada. Io l’ho fatta da Chianciano a Cupertino».

Il consiglio ai giovani: «Restate in Italia» «Consiglio ai giovani di restare in Italia, creando delle loro compagnie, delle loro start up facendo in maniera tale che con queste nuove tecnologie l’Italia si risvegli» ha poi aggiunto Landi. «Ci siamo chiusi, ci siamo purtroppo messi in una situazione che non è la nostra, noi rappresentiamo l’umanesimo, il rinascimento; dobbiamo rinascere» ha aggiunto Landi evidenziando come «in Italia ci sono delle eccellenze che sono fenomenali e che non ho trovato in altri posti; io nei giovani credo moltissimo. Bisogna, tuttavia, creare un ponte tra tutto quello che si insegna nelle università, la cultura di impresa e i finanziamenti, ma poi ci vogliono le strutture portanti di tutto questo come in California e come sta facendo Macron in Francia e come bisognerebbe riuscire a fare qui in Italia». Per i giovani il consiglio è quello di «capire bene le nuove tecnologie che vanno applicate e incentivate per creare qualcosa di nuovo e di vostro, e ricordate: quando siete i numeri uno potete prendere decisioni, se siete il numero due dovete negoziare».

L’esempio virtuoso delle aziende senesi e pugliesi  Landi ha poi portato l’esempio concreto della creatività italiana: l’acquisizione nel 2016 da parte di Digital Box, la società pugliese di digital mobile marketing presieduta dallo stesso Landi («La Puglia è una delle regioni dove ci sono maggiore creatività e volontà di intraprendere»), della Quest-It, nata nel 2007 come spin-off dell’Università degli Studi di Siena «un’eccellenza nell’intelligenza artificiale – ha precisato Landi – con cui stiamo portando le nuove assistenti virtuali in Cina».

«Il prossimo Jobs? Purtroppo sarà cinese» «Purtroppo il prossimo Jobs sarà cinese» ha detto Landi a margine dell’iniziativa a chi gli chiedeva se in un prossimo futuro ci sarà un altro Steve Jobs. «Dico purtroppo perché ne vorrei uno europeo ma in Europea abbiamo solo limiti, infrastrutture che non funzionano e non abbiamo questa attitudine di dire ‘andate, create, sbagliate, non importa, potete ricontinuare, anzi apprezzeremo il fatto che avete sbagliato’. Dobbiamo cambiare cultura» ha concluso Landi.