Home Cronaca Coronavirus. ‘State a casa, non vanificate i nostri sforzi’. L’appello di Alessia,...

Coronavirus. ‘State a casa, non vanificate i nostri sforzi’. L’appello di Alessia, infermiera toscana con la fatica sul volto, che dobbiamo ascoltare

847
0
SHARE

“Ho paura anche io, ma devo andare a lavoro e fare la mia parte. Voi fate la vostra, ve lo chiedo per favore”.

Un appello che non può cadere nel vuoto, non ce lo possiamo permettere. E’ quello di Alessia Bonari, giovane infermiera originaria di Grosseto (dopo gli studi a Siena) ma in servizio in un ospedale di Milano, che con il suo post su instagram, – dove ha ricevuto migliaia di commenti e condivisioni -, ha scosso l’Italia, perché è un appello che arriva direttamente da dove si combatte ogni giorno, ogni minuto, contro il coronavirus. Senza sosta. Perché il suo giovane volto (così come quello di ogni medico, infermiere e di chiunque senza sentire la fatica è sottoposto a turni e responsabilità massacranti), stanco, segnato dalla fatica e dalla mascherina, ci fa riflettere e ci responsabilizza ancora di più.

“Sono un’infermiera e in questo momento mi trovo ad affrontare questa emergenza sanitaria – scrive Alessia -. Ho paura anche io, ma non di andare a fare la spesa, ho paura di andare a lavoro. Ho paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente con i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono nel tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato.

Sono stanca fisicamente perché i dispositivi di protezione fanno male, il camice fa sudare e una volta vestita non posso più andare in bagno o bere per sei ore. Sono stanca psicologicamente, e come me lo sono tutti i miei colleghi che da settimane si trovano nella mia stessa condizione, ma questo non ci impedirà di svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto. Continuerò a curare e prendermi cura dei miei pazienti, perché sono fiera e innamorata del mio lavoro.

Quello che chiedo a chiunque stia leggendo questo post è di non vanificare lo sforzo che stiamo facendo, di essere altruisti, di stare in casa e così proteggere chi è più fragile. Noi giovani non siamo immuni al coronavirus, anche noi ci possiamo ammalare, o peggio ancora possiamo far ammalare. Non mi posso permettere il lusso di tornarmene a casa mia in quarantena, devo andare a lavoro e fare la mia parte. Voi fate la vostra, ve lo chiedo per favore”.