Home Cronaca «Calma e gesso». Palio, esplodono le critiche. Il Consorzio invita i contradaioli...

«Calma e gesso». Palio, esplodono le critiche. Il Consorzio invita i contradaioli a non replicare. Domani parla De Mossi

1390
0
SHARE

La morte al Palio straordinario dello scorso 20 ottobre del cavallo Raol, scivolato sul tufo al secondo Casato riportando una lesione all’arto anteriore destro, ha destato clamore. Nell’annuncio ufficiale, dato dal Comune ieri pomeriggio, si dava «notizia che il cavallo dato in sorte alla Contrada Imperiale della Giraffa è deceduto a seguito di un infortunio dopo essere stato prontamente soccorso, sedato e trasportato con una biga alla Clinica veterinaria “Il Ceppo”. Il dispiacere è di tutta la città che ama i cavalli e li rispetta, e non accetta provocazioni da chiunque abbia solo l’interesse a farsi pubblicità, non conoscendo la nostra cultura, tradizione, rispetto e cura dei cavalli».

La nota, però, non ha sopito le dure prese di posizione contro la Festa da parte delle associazioni di animalisti e di molti che tramite i Social si sono scagliati contro il Palio e contro Siena. Tanto che si parla di autentica “esplosione” di odio, come scrive in una nota il Consorzio di Tutela del Palio che oggi «raccomanda a tutti i contradaioli di non rispondere a titolo personale a comunicati o post sui social. Comune e Consorzio sono all’opera per gestire l’esplosione mediatica sull’accaduto. Nelle prossime ore è plausibile un ulteriore massiccia intensificazione di commenti. Si invita a segnalare al Consorzio ogni nuovo servizio, articolo o post».

Se dunque si chiede ai senesi di non replicare alle accuse alla Festa, intervengono in queste ore tre ex sindaci, Pierluigi Piccini e Bruno Valentini, entrambi consiglieri comunali di opposizione, e Maurizio Cenni. Mentre domani alle ore 12.00 è attesa la conferenza stampa del sindaco di Siena Luigi De Mossi..

Pierluigi Piccini: «Con il Palio del 20 ottobre abbiamo, in 50 minuti, annullato un lavoro di anni, che le amministrazioni comunali precedenti, i dirigenti di contrada, i popoli hanno messo in campo per far divenire la festa un momento culturale, riconosciuto a livello mondiale, ed elevarlo a evento organizzato e sicuro. Al punto da riuscire anche a prevedere e ad anticipare i pericoli che il Palio poteva correre per via della contemporaneità. Ora è il momento di riflettere, e di discutere, sui motivi di una cattiva gestione da parte dell’amministrazione comunale, senza chiusure, riuscendo a comprendere che, ad esempio, il video della corsa, in alcuni social, è stato visto da centinaia di migliaia di persone. Dire “chi non è di Siena non può capire”, non può essere una risposta alla complessità della comunicazione di questa era. Non ci si può aprire al mondo, facendo del Palio una vetrina, senza sapere come gestire le inevitabili reazioni. De Mossi ha inteso usare il Palio come affermazione personale di prestigio e di potenza, ottenendo un parziale consenso tra le contrade e ora fa i conti con ciò che ha seminato. Qualcosa non è andato per il verso giusto! È semplice prendere la direzione di quello che alla gente piace, occultando l’assenza di programmi o di visione con una chiusura nella tradizioni, in forma ideologizzata. Ma è questo il modo di governare? Sento e leggo commenti nei quali c’è soddisfazione o insoddisfazione per come è finito il Palio straordinario. Ognuno tende a leggere le vicende in base alla propria individuale appartenenza. Tuttavia non possiamo rimanere fermi nella nostra piccola patria: dobbiamo sforzarci di vedere l’insieme di relazioni, di sentimenti, di fatti, di storie di tutte le diciassette Contrade e dei diciassette popoli. Non è il momento di dividerci e non è l’ora di tacere su quello che è successo, per il bene del Palio e per il bene di Siena. Bisogna aprire una discussione vera, senza farne un fatto di propaganda politica. Su questo punto siamo disponibili, a patto che il sindaco e la giunta assumano un atteggiamento diverso».

Bruno Valentini E’ in frangenti come questo che la comunità senese deve ritrovare uno spirito unitario e l’intelligenza di replicare adeguatamente a chi attacca uno degli elementi basilari della nostra civiltà, ammirata nel mondo. Anche se è stato fatto un uso smaccatamente politico del Palio straordinario, la politica non può dividersi quando viene attaccata Siena, anche se a parti invertite non so come si sarebbero comportati. Non è la prima volta che presunti animalisti aggrediscono la cultura e l’organizzazione del Palio, che sono al contrario un esempio positivo di amore e cura del cavallo. Il lavoro che viene fatto da anni per la massima sicurezza auspicabile per i cavalli è un esempio da seguire e nessun altra città o manifestazione fa quello che facciamo noi prima, durante e dopo le prove e la carriera per selezionare ed accudire i nostri amati cavalli, nel limite di quello che è tecnicamente possibile. Sarebbe tuttavia un errore chiudersi a riccio e rispondere solo sdegnosamente. Al di là dei pochi che ci offendono ed utilizzano la fama del Palio per la loro visibilità, la maggior parte dell’opinione pubblica ama il Palio, la sua autenticità e passionalità. Dobbiamo tenere aperto un canale di dialogo e confronto con i media nazionali ed internazionali, con gli opinion leaders e con le istituzioni, dalle quali dipendono regole e norme essenziali per lo svolgimento della nostra Festa. Non ci mancano certo gli argomenti per replicare adeguatamente, spiegando nei minimi dettagli la cura e la professionalità con cui si cerca di prevedere e gestire ogni particolare della Festa. Ci sarà poi modo di riflettere criticamente, come del resto già dichiarato dal mossiere e dai Capitani, sulle modalità azzardate con cui si è arrivati al Palio straordinario ed anche su come è stata gestita l’ affluenza in Piazza, ma questo è il momento della solidarietà di popolo e non della polemica di parte. Ad ogni modo non ha senso bearsi di concetti come quello del “Palio all’antica”, perchè l’evoluzione della società ha, come sempre nella storia, modificato Palio e Contrade e sarebbe rischioso non prenderne atto, ipotizzando un ritorno al passato che sarebbe insieme pericoloso ed impossibile. La meravigliosa modernità di Siena è invece proprio la sua capacità di adattamento senza perdere mai la propria anima. Continuiamo così ed ogni Brambilla passerà, mentre il Palio vivrà in eterno».

Maurizio Cenni: «Non sopporto lo sciacallaggio politico sul Palio, chi lo fa non rende un buon servizio alla città prima di tutto, a prescindere da chi in quel momento ha l’onere di rappresentarla e difenderla. Non è un problema di oggi, lo ho sperimentato anche io, ma lo ritengo ancor oggi uno stupido malcostume che, per altro, non accresce il consenso e danneggia tutti. Si parla troppo e a vanvera, si mettono in discussione aspetti dell’intero meccanismo organizzativo che non vanno mai messi in discussione. Si indicano fantomatiche responsabilità, quando non sono né da ricercare, né tantomeno  da rilevare. Sia perché ognuno dovrebbe recuperare il senso del limite della propria competenza, sia perché, a volte, mettere in discussione o peggio ancora denigrare alcuni aspetti anche quelli apparentemente marginali, può indurre una sorta di reazione a catena che intacca aspetti essenziali della intera macchina organizzativa. Che comprende tutto, e che coinvolge centinaia di persone addestrate per la specifica funzione.

Non sopporto la proliferazione di commenti e immagini sui social che spesso si uniscono alla (tardiva ed ipocrita) lamentela di come veniamo percepiti. Ed è chiaro, spero, che mi riferisco a foto, post e commenti di un certo tipo non alla innocente pubblicazione del giubilo  o della foto dell’arrivo al bandierino. Di questo straordinario mi sono piaciute alcune cose ed altre meno, qualcuna per niente, qualcosa l’ho già detta (ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’), ho sentito e letto dichiarazioni che sottoscriverei fino alla ultima virgola e affermazioni avventate e perfino pericolose, ma vorrei che si affrontassero come una prova di maturità collettiva nell’interesse generale della città e senza fare il tifo da curva che va bene allo stadio ma non su questo tema, altrimenti hanno ragione coloro che vogliono omologare (e quindi sanzionare) i nostri comportamenti a quelli degli ultras. La città si difende e si protegge tutti insieme, e i conti si fanno in casa, senza fare sconti a nessuno, ma neanche strumentalizzando a casaccio. Forza ma anche calma e gesso!!».