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Dal nido ai domiciliari. Bimbi insultati e chiusi al buio, smascherata a Siena educatrice della porta accanto

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Rinchiudeva i bambini di pochi mesi in una stanza buia per ‘convincerli’ a smettere di piangere, li costringeva a mangiare tappando loro il naso e a quelli più grandi negava il cibo se non erano in grado di utilizzare una forchetta, oltre a insulti, strattonamenti e percosse. E’ quanto accadeva in un asilo domiciliare alle porte di Siena gestito da una 52enne che, dopo la denuncia di 2 mamme e di una ex collaboratrice della donna, è stata arrestata con l’accusa di maltrattamenti di familiari e conviventi. Ad incastrare la 52enne le intercettazioni ambientali e i filmati delle telecamere posizionate all’interno dell’abitazione dai Carabinieri coordinati dal Pm Silvia Benetti. La donna è stata prima portata nel carcere di Sollicciano a Firenze, poi, dopo la convalida del fermo da parte del Gip Alessandro Buccino Grimaldi, messa agli arresti domiciliari.

Video e foto artefatti ai genitori «Sono una educatrice laureata, madre di tre figli, trenta anni di esperienza, con diversi bambini di fasce diverse» così scriveva di sé l’educatrice per promuovere la sua attività su un sito internet dedicato, descrivendo la sua struttura come «unico nido domiciliare in Italia connesso in real time, per maggior trasparenza con le famiglie». E proprio per carpire la fiducia delle famiglie la donna inviava tramite whatsapp foto e video artefatti che ritraevano i bambini sereni impegnati in attività ludiche. Agli stessi genitori, secondo quanto si apprende da fonti d’indagine, era vietato entrare nell’asilo domiciliare «per motivi igienici» e quando andavano a riprendere i figli dovevano comunicare l’arrivo tramite un messaggio whatsapp all’educatrice. Così la donna aveva tutto il tempo di tranquillizzare i bambini che piangevano, cambiar loro i pannolini o occultare eventuali segni di maltrattamento.

Retta da 600 euro, asilo segnalato dal Comune sul suo sito Erano dai 5 ai 10 i bambini dai 6 mesi ai 3 anni che ogni giorno erano affidati alla donna dietro pagamento di una retta mensile di 600 euro o tariffa oraria di 7 euro. L’asilo domiciliare godeva di tutti i permessi e le autorizzazioni necessari rilasciati dal Comune di Siena e dagli altri enti preposti alla sicurezza. La struttura è anche segnalata sul sito internet dell’amministrazione comunale tra i “servizi educativi per la prima infanzia e scuole dell’infanzia privati”. «Il Comune di Siena monitorerà attentamente gli esiti delle indagini e, nei limiti della propria competenza, prenderà tutti i provvedimenti necessari ove accertate l’esistenza di violazioni di legge» spiega l’amministrazione in una nota. Proprio sulle autorizzazioni si stanno concentrando le indagini dei Carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro.